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Dati ISTAT. Ianeselli (Cgil): “Preoccupa l'occupazione femminile”

L'Istat pubblica i dati sull'occupazione nel terzo trimestre del 2010. Occupati stabili a quota 229mila, disoccupazione al 3,9% rispetto al 3,2% di dodici mesi prima

Dati ISTAT. Ianeselli (Cgil): “Preoccupa l'occupazione femminile”

Dichiarazioni di Franco Ianeselli, segreteria della CGIL del Trentino

«La disoccupazione in Trentino resta una delle più basse d'Italia, seconda solo a quella registrata in Alto Adige. Ma nonostante il calo congiunturale del tasso di disoccupazione- che a settembre si è fermato al 3,9%, rispetto al 4,2% di giugno- il quadro resta molto incerto. La crisi continua infatti a farsi sentire: basti pensare che oggi, nonostante i segnali di ripresa registrati negli ultimi mesi da tutti i comparti dell'economia trentina, la disoccupazione è ancora più alta di quella registrata a settembre dello scorso anno quando, nel bel mezzo della recessione, coloro che cercavano un impiego erano solo il 3,2% della forza lavoro. Ciò dimostra che gli effetti sull'occupazione di un ciclo economico instabile e ancora troppo debole faticano a farsi sentire.

Per quanto riguarda i settori, l'aumento congiunturale degli addetti dipendenti di aziende del settore industriale in senso stretto passano da 35 a 37mila, mentre l'edilizia non smette di perdere posti di lavoro (oggi sono poco meno di 13mila i dipendenti di aziende del settore costruzioni, 1.500 meno del settembre 2009).

Rispetto a giugno di quest'anno calano invece i posti di lavoro nel settore terziario che, dopo tre trimestri a rialzo, vede di colpo perdere circa 1.400 posti di lavoro, anche se a farne le spese- secondo l'indagine campionaria Istat- sono i lavoratori indipendenti. Infatti i lavoratori alle dipendenze del settore terziario in generale sono pressoché stabili a quota 128mila addetti: il commercio incrementa il numero di persone occupate rispetto al trimestre precedente, passando da 20 a 21mila dipendenti. Va però detto che rispetto al terzo trimestre 2009, quando gli addetti totali del settore erano 156mila, il saldo del terziario è ancora positivo, considerato che tra dipendenti ed indipendenti oggi sono occupati nelle aziende dei servizi quasi 158mila lavoratori.

Resta buona la propensione al lavoro dei residenti in Provincia. Lo dimostra il fatto che il tasso di attività generale si attesta intorno al 68,6%, solo lo 0,4% in meno rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e sotto di un punto percentuale rispetto al record del 69,6%, registrato nel settembre 2008. Resta però preoccupante il dato dell'occupazione femminile. Se a giugno di quest'anno l'Istat registrava il 56,7% di donne al lavoro tra tutte quelle comprese tra 15 e 64 anni, a settembre il dato si attesta al 56,4%. Per tornare a un dato peggiore bisogna andare al primo trimestre del 2008. Ma è ancora più significativa la drastica riduzione del tasso di attività della componente femminile del mercato del lavoro trentino. Le donne che hanno o cercano un lavoro passano su base congiunturale dal 60 al 59,1%, mentre su base annua il calo è pari a quasi l'1,5%. E' il segno che molte donne rinunciano a cercare attivamente un lavoro come avevano invece fatto nel recente passato.

Per sostenere l'occupazione femminile bisogna quindi agire rapidamente sul versante delle politiche di conciliazione offrendo servizi adeguati alle famiglie e garantendo la diffusione del part time. Inoltre bisogna incentivare il lavoro femminile anche sul versante delle tariffe, facendo in modo che sia premiato il nucleo familiare in cui entrambi i componenti lavori o cerchi attivamente lavoro».

 


22 dicembre 2010

 

 

 

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