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Si Minore Onlus. I lavoratori chiedono un cambio di rotta

L'assemblea dei dipendenti della SiMinore Onlus ha esaminato la proposta di licenziamento collettivo e il piano strategico dell'associazione: il parere è fortemente negativo

Si Minore Onlus. I lavoratori chiedono un cambio di rotta

I dipendenti della SI minore Onlus, realtà che si occupa di accoglienza e accompagnamento educativo di minori in difficoltà, si sono riuniti oggi in assemblea per valutare la proposta di licenziamento collettivo formulata dall'Ente con lettera del 7 dicembre scorso, nonché il piano strategico 2011- 2013. 

All'unanimità i lavoratori- convocati unitariamente da FP- CGIL del Trentino, UIL- Funzione pubblica e FISASCAT- CISL- hanno respinto le proposte dell'ente. "C'è una netta contraddizione tra i progetti esposti nel piano e la volontà di giungere al licenziamento di 10 dipendenti. A questi andranno aggiunti i mancati rinnovi di diversi contratti a termine in scadenza al 31 dicembre: con questi tagli, è in gioco la stessa sopravvivenza dell'associazione", sostiene Michele Olivieri della FP- CGIL del Trentino. "Inoltre va denunciato che i dipendenti non si sono visti erogare il 50% della retribuzione di novembre e la tredicesima. Abbiamo seri dubbi che arriverà anche lo stipendio di dicembre, a questo punto".

I lavoratori e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ritengono che i problemi principali riguardino la cattiva gestione dell'ente e delle risorse ricevute dalla Provincia. "Anche se si procedesse a questo ridimensionamento di organico, i problemi rimarrebbero gli stessi", dichiara Stefano Bleggi, delegato sindacale. "Bisogna ammettere che c'è stata una malgestione delle risorse: malgestione attribuibile al presidente precedente e al presidente attuale, che non dà sufficienti garanzie. Anche il precedente direttore è corresponsabile di investimenti quantomeno sbagliati e di una gestione delle risorse inadeguata. Pensiamo alle spese di amminstrazione esternalizzate ad uno dei soci, spese evidentemente eccessive", prosegue Bleggi.

All'ente si chiede che sia data continuità al percorso recentemente intrapreso, che prevede l'allargamento della base sociale e della composizione del Consiglio di Amministrazione dei Revisori dei Conti, con l'inserimento di figure di alto prestigio e riconosciuta imparzialità. "Ma chiamiamo in causa anche la Provincia: qui non è in gioco solo il futuro di una quindicina di lavoratori, ma il buon utilizzo delle risorse pubbliche in un settore delicato come quello dell'educazione dei minori", conclude il delegato sindacale.

 


21 dicembre 2010

 

 

 

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