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Inflazione. Burli (Cgil): “Monitorare l'evoluzione dei prezzi”

novembre i prezzi in Trentino salgono dell'1,7 percento su base annua. Il tasso medio annuo è all'1,5 percento

Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della CGIL del Trentino

 

«L'andamento dei prezzi al consumo va monitorato costantemente perché mantenere basso il tasso di inflazione significa tutelare i redditi da lavoro che oggi, in Italia e quindi anche in Trentino, sono sotto pressione sia per il dilagare della cassa integrazione nel privato, sia per i mancati rinnovi contrattuali nei settori pubblici. In più i redditi di lavoratori dipendenti e pensionati sono erosi da un sistema fiscale che penalizza lavoro e pensioni. Lo dimostra tra l'altro il livello di pressione fiscale che ha ormai raggiunto quota 43,5 percento del Pil, terzo solo a Danimarca (46,4 percento) e Svezia (48,2 percento) dove però i servizi pubblici raggiungono livelli di efficienza impareggiabili.

In Trentino dobbiamo tenere sotto controllo i prezzi di abitazioni, energia e combustibili (+3,7 percento rispetto a novembre 2009) e dei trasporti (+3,6 percento). E se sui prezzi dell'energia poco si può fare se non incentivare le fonti alternative e risparmio energetico, per gli altri prodotti bisogna agire affinché l'offerta di beni a livello provinciale sia più competitiva, così da permettere ai consumatori di accedere a prezzi più bassi almeno per quei beni che non mancano mai nel carrello della spesa. A rendere più complicata la situazione in Trentino rispetto al resto di Italia, c'è infatti un'arretratezza storica del sistema distributivo che contribuisce a rendere più alto il costo della vita rispetto alla media italiana.

Infine, insieme alla Provincia, al tavolo delle tariffe siamo impegnati a discutere quelle politiche utili a contenere gli aumenti e a garantire l'equità del sistema tariffario provinciale».

 

17 dicembre 2010

 

 

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