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Nuovo carcere: ancora troppi punti interrogativi

Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario provinciale FP- Cgil del Trentino: "Il Ministero è in stato confusionale"

Nuovo carcere: ancora troppi punti interrogativi
La questione del nuovo carcere di Spini continua ad essere la rappresentazione tragicomica di un ministero della Giustizia inadeguato ed in stato di confusione. La richiesta della Fp- Cgil di poter entrare nel nuovo istituto, al fine di verificare l'adeguatezza dei posti di lavoro del personale della PP- accesso previsto dall'accordo quadro nazionale- al momento non è stata accettata dalla direttrice della CC di Trento, poiché la struttura non sarebbe stata definitivamente consegnata a questa Dirigenza. Ma se la struttura non è ancora definitivamente consegnata al 23 di novembre, come è pensabile un trasferimento della popolazione detenuta?
 
A Roma, presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, non più tardi della settimana scorsa nessuno sapeva dire alcunché rispetto all'apertura del nuovo complesso e alla chiusura del carcere di Rovereto: pericolo, quest'ultimo, che denunciamo fin da quando iniziarono i lavori della nuova struttura penitenziaria di Spini.
 

Quanto riportato sulla stampa oggi, in riferimento alle affermazioni del sottosegretario Casellati, lascerà basiti gli addetti ai lavori. Mai nessun piano di trasferimento per il personale è stato infatti approntato dall'amministrazione, e su questo aspetto non si è mai aperto un confronto con il personale e con le organizzazioni sindacali. Sono emerse solo notizie informali ed estremamente preoccupanti: il rischio di turni da 12 ore, la possibilità che un agente debba ricoprire fino a 4 distinti posti di lavoro, e altre indiscrezioni per nulla rassicuranti.

Per quanto riguarda poi le affermazioni relative al fatto che si cercheranno agenti presso le carceri del sud Italia- dove ci sarebbe meno carenza d'organico- riteniamo che siano una grottesca boutade. In primo luogo, perché il sovraffollamento delle carceri di tutta la penisola ha superato da molto il livello di guardia e non esiste un istituto dove non vi sia carenza d'organico. In secondo luogo, perché la ricerca di personale si fa attraverso un interpello, che è un bando dove si chiede al personale di trasferirsi presso la sede oggetto dello stesso. Nel nostro caso l'interpello è stato già bandito, e in questo si specifica che il trasferimento dell'eventuale personale non dovrà comportare oneri per l'amministrazione. Ma non è immaginabile che 120-130 agenti della Polizia Penitenziaria decidano di trasferirsi dalla loro sede, dove hanno programmato la loro vita, per trasferirsi a Trento. Ed è altrettanto improbabile che un lavoratore con un reddito medio-basso si trasferisca in una città dove il costo della vita è decisamente alto, a partire dal costo delle abitazioni. Gli alloggi demaniali non daranno soluzione a questo problema, perchè sono solo una trentina quelli ancora a disposizione. Alloggi che, per altro, bisognerebbe assegnare prioritariamente al personale proveniente da Rovereto, se è vero che quella CC verrà chiusa.

 


23 novembre 2010

 

 

 

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