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Bilancio. Osservazioni di Cgil Cisl Uil

Ammortizzatori, innovazione e nuove relazioni industriali per la crescita. I sindacati propongono unitariamente le osservazioni alle manovra finanziaria

Che la crisi in atto sia una crisi strutturale dell'economia globale è ormai giudizio comune, e da questa considerazione partono le osservazioni unitarie di Cgil Cisl Uil del Trentino alla manovra finanziaria proposta dalla Giunta provinciale, illustrate oggi pomeriggio alla Prima commissione permanente del Consiglio provinciale presieduta da Renzo Anderle.Nel sindacato trentino si è radicata una profonda convinzione: solo i territori capaci di aumentare la propria competitività, attraverso l'innalzamento della qualità di prodotti e servizi, potranno affrontare la sfida dei mercati internazionali che si aprirà finita la fase di recessione.

Il documento di Cgil Cisl Uil parte allo da qui, ossia dalla necessità di agire sulle strategie di investimento, individuando quelle più adatte a sostenere la ripresa e rinforzare il tessuto economico. Il sistema economico trentino, per i confederali, deve migliorare la sua capacità di produrre ricchezza mantenendo i propri alti livelli di coesione sociale, puntando sui settori e sulle produzioni a più alto valore aggiunto, sulla ricerca e sull'innovazione. Per questo, in primo luogo, ribadiscono la centralità delle due deleghe su ammortizzatori sociali e sull'Università.

Su questo versante Cgil Cisl Uil del Trentino, nel loro documento, giudicano positivamente la conferma delle misure anti crisi per il lavoro e gli investimenti nella ricerca, chiedendo risorse adeguate per l'Agenzia del Lavoro e le politiche attive.Il Trentino ha un problema di bassa crescita: nonostante gli importati sostegni pubblici messi in campo dall'Autonomia, non riusciamo raggiungere le performance delle economie dei territori più avanzati che spesso non possono contare sulla stessa mole di incentivi. Per questo motivo Cgil Cisl Uil del Trentino sottolineano positivamente l'impegno, previsto in finanziaria, ad articolare le politiche di contesto per il rilancio della produttività generale investendo sulle ICT, sulle tecnologie del risparmio energetico e sull'edilizia sostenibile.

Riorganizzare il sistema economico trentino e qualificare la sua piattaforma produttiva è un'esigenza condivisa. Purtroppo bisogna constatare ancora la scarsa disponibilità agli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle imprese locali. Come si legge nella relazione illustrativa al bilancio di previsione, la quota di spesa privata in questo settore si attesta addirittura sotto la già bassa media nazionale (0,39% contro lo 0,68%).

Sempre più urgente si dimostra quindi la definizione dei tre patti di sistema su qualità sociale, qualificazione della spesa corrente e creazione di valore, così come non è più rinviabile un confronto tra le parti sociali sulle buone pratiche nell'organizzazione del lavoro, per migliorare le reazioni industriali e rafforzare la contrattazione di secondo livello. La qualificazione del capitale umano, a partire dalle aziende, è uno degli interventi centrali per rilanciare la produttività. Per questo Cgil Cisl Uil, nel loro documento, rilanciano l'ipotesi di un accordo quadro con le imprese sulle buone pratiche in materia di organizzazione di lavoro e propongono di istituire un Osservatorio sulla contrattazione aziendale e territoriale.

Contestualmente alla presentazione in commissione, Cgil Cisl Uil hanno trasmesso il loro documento al Coordinamento imprenditori, accompagnato da una lettera con la quale i segretari generali Burli, Pomini e Monari invitano le organizzazioni datoriali ad un confronto immediato per discutere assieme le relative osservazioni sul bilancio di previsione e per cercare la possibile condivisione di una posizione comune.

17 novembre 2010

 

 

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