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INDAGINE OPES SUI DELEGATI SINDACALI

Coinvolti tutti i delegati al XVII congresso della Cgil del Trentino. I risultati del questionario su servizi pubblici, su concertazione e politica sindacale

In occasione del XVII congresso della Cgil del Trentino a tutti i delegati sindacali fu somministrato un questionario: alla luce dei risultati di questa indagine, l'OPES (Osservatorio permanente per l'Economia, il Lavoro e la Valutazione della Domanda Sociale) ha elaborato il rapporto “Valutazione dei servizi pubblici e priorità percepite nella propria area di residenza dai delegati sindacali della Cgil del Trentino”. Il campione è costituito da 535 questionari compilati e restituiti: si riscontra una prevalenza di delegati maschi (7 su 10), e circa l'80% degli intervistati hanno un'età compresa tra i 31 e i 55 anni.

Gli intervistati sono stati poi suddivisi in ragione della loro area di residenza: area del Comune di Trento, area della Comunità di valle della Vallagarina, Comunità di valle dell'area occidentale, Comunità di valle dell'area orientale.Il rapporto si compone di quattro parti. Nella prima si sono raccolte informazioni riguardo il gradimento nei confronti di alcuni servizi pubblici, indipendentemente dal fatto che i delegati intervistati ne avessero o meno usufruito.

Dalle risposte emerge un livello di apprezzamento alto, sia dal punto di vista della diffusione che dal punto di vista della qualità offerta. I livelli di soddisfazione più alti sono stati espressi nei confronti dei servizi educativi (scuole materne ed elementari), delle case di riposo e degli uffici comunali. Le critiche maggiori si sono indirizzate verso i servizi postali, considerati non all'altezza dalla metà dei delegati. Interessanti i dati riguardanti gli asili nido: si nota infatti lo scarto tra un buon apprezzamento della qualità del servizio e una critica più marcata riguardo la loro diffusione territoriale. Particolarmente critici, in questo senso, i delegati del Trentino orientale, a dimostrazione della necessità di un ampliamento dell'offerta nelle aree più periferiche della nostra provincia.

Nella seconda parte si sono raccolte le opinioni su alcuni servizi di pubblica utilità rispetto ai quali gli intervistati hanno avuto un'esperienza diretta. Anche in questo caso i livelli di apprezzamento sono alti, superiori all'80% per quanto riguarda i servizi collegati alle strutture educative. Nel giudizio sul servizio di trasporto pubblico, si registra una sensibile differenza tra i delegati di Trento e della Vallagarina e quelli residenti nelle comunità meno centrali, tra i quali emerge una percentuale di soddisfatti inferiore di circa 10 punti percentuali (circa 74%).

La terza parte ha focalizzato l'attenzione sulle problematiche ritenute prioritarie dai delegati, tra le quali la fanno da padrone quelle legate al mondo del lavoro. Precarietà e stipendi inadeguati sono considerati problemi prioritari da 3 delegati su 5, ma ben il 40% degli intervistati ha puntato il dito sui prezzi delle case. Quasi 2 su 5 esprimono preoccupazione per la mancanza di lavoro. È netta l'incidenza di queste preoccupazioni tra gli under 40, rappresentanti di una generazione che vive sulla propria pelle l'incertezza della condizione lavorativa e livelli di reddito non adeguati alle proprie esigenze.

Giudizio sospeso poi sull'efficacia dell'Icef: per il 43% degli intervistati è uno strumento utile nell'accesso ai servizi della Provincia, per il 37% no. Quasi plebiscitario il sì alla realizzazione di un fondo sanitario integrativo a carattere territoriale per far fronte alle cure mediche coperte solo parzialmente dal Servizi sanitario: ben il 74% dei delegati intervistati è favorevole al fondo con punte dell'80% tra i delegati che dichiarano un reddito annuo inferiore ai 15mila euro.

L'indagine si è infine concentrata sulla valutazione di alcuni aspetti di carattere sindacale. Quasi il 70% del campione giudica positivamente la linea di condotta della Cgil nei confronti della Giunta provinciale, con alcune oscillazioni rispetto alle categorie di riferimento. Più sfumato, seppure positivo per oltre la metà dei delegati, il parere sulla possibilità di costituire un sindacato autonomo da quello nazionale. Molto più polarizzato il parere riguardo la possibilità di unire, in Trentino, le tre confederazioni di Cgil Cisl e Uil sotto un'unica sigla. Tra “molto favorevoli” e “per nulla d'accordo” finisce pari, ma oltre il 50% del campione ha opinioni più sfumate in un senso o nell'altro con una parziale prevalenza dei possibilisti. Su questo tema, forse a causa della dialettica a livello nazionale, l'indagine fotografa quindi opinioni non concordi, a dimostrazione che la questione necessita di un ampio confronto.

16 novembre 2010 

 

 

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