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Ticket e non autosufficienza. Sindacati pensionati in campo

La nota unitaria di Gasperini (Spi Cgil), Zambelli (Fnp Cisl) e Luchini (Uilp Uil) dopo le uscite dell'assessore Rossi sull'accesso al pronto soccorso e sulla legge per la non autosufficienza in Trentino 

Abbiamo appreso dagli organi di stampa la notizia dell'invito rivolto dal presidente Dellai e dall'assessore Rossi ai consiglieri Magnani, Dorigatti ed altri affinché ritirino il loro disegno di legge relativo a provvedimenti rivolti a persone non autosufficienti. Non intendiamo qui entrare nel merito dei contenuti di tale disegno di legge, quanto piuttosto richiamare l'attenzione sull'urgenza di intervenire sulla problematica della non autosufficienza con specifici strumenti legislativi e regolamentari.

Secondo i dati forniti dall'Azienda sanitaria e riferiti al dicembre 2008, in provincia di Trento le persone che ricevono l'indennità di accompagnamento, in quanto non sono in grado di camminare autonomamente o che hanno bisogno di assistenza continua per svolgere le normali attività della vita quotidiana, sono ben 11.411. Di questi solo poco più di 4.000 possono trovare posto presso le RSA, mentre gli altri rimangono a carico delle famiglie.Le attuali cure mediche consentono un notevole allungamento della vita media, ma non sono sempre in grado di evitare, prevenire o ritardare le patologie legate alla vecchiaia. E' certamente possibile ed auspicabile che le conquiste in campo medico possano ridurre la percentuale degli anziani non autosufficienti, ma anche volendo assumere questa visione ottimistica, è incontestabile che il numero assoluto delle persone parzialmente o totalmente non autosufficienti è destinato ad aumentare.

Tale fenomeno richiede un'attenzione particolare e richiama molti soggetti, primi fra questi gli amministratori a studiare tempestivamente ed attentamente il problema per trovare le soluzioni più adeguate, in modo da evitare che si verifichino situazioni di emergenza, molto difficili da gestire e che provocherebbero gravi tensioni sociali.Sappiamo che il bilancio provinciale comprende la voce “fondo per la non autosufficienza” e che alcune leggi provinciali prevedono interventi rivolti a queste persone, ma riteniamo indispensabile elaborare una legge che, dopo aver studiato approfonditamente tale complessa e delicata problematica, individui le modalità più adeguate a dare risposte ai tanti cittadini che si trovano in questa situazione e alle loro famiglie che se ne fanno carico, assumendosene i pesanti carichi economici, psicologici ed affettivi.I sindacati confederali dei pensionati considerano questo un obiettivo primario della loro azione, tanto che a livello nazionale si sono impegnati nella presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare rivolto a garantire una adeguata assistenza e sostegno alle persone non autosufficienti.

Anche a livello provinciale, come SPI CGIL, FNP CISL e UILP, abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni su tale tematica all'assessore Rossi e nel protocollo d'intesa firmato la scorsa primavera abbiamo concordato di:“affrontare prioritariamente le problematiche connesse alla non autosufficienza”.Siamo convinti che il tempo di passare dalle parole ai fatti sia ormai arrivato. Siamo disponibili a metterci a disposizione dell'Assessore, al quale abbiamo già chiesto un incontro, per fornire, insieme a quelle che potranno venire da altri soggetti, anche la nostra esperienza, frutto del quotidiano contatto con tante persone che vivono direttamente la loro dolorosa e difficile situazione.

Analogamente, rivendichiamo di essere coinvolti ad un tavolo di confronto e concertazione su tematiche come quelle di una eventuale modifica del meccanismo di compartecipazione nelle rette delle RSA e delle misure più opportune per arginare un ricorso improprio alle strutture di pronto soccorso, notizie apparse recentemente sulla stampa locale.

Trento, 27 ottobre 2010

 

 

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