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Italia. Patto sociale, primo accordo in quattro parti

Tra sindacati e imprese identità di vedute su ammortizzatori in deroga, semplificazione amministrativa, incentivi all'innovazione e sostegno al Sud. Nuovo incontro nelle prossime settimane  

Italia. Patto sociale, primo accordo in quattro parti

Primi risultati dal tavolo per il 'patto sociale'. Dopo un primo incontro, conclusosi positivamente il 4 ottobre scorso, organizzazioni del mondo produttivo, banche e sindacati, su invito della Confindustria, si sono riunite il 27 ottobre presso l'ABI per elaborare proposte condivise per la crescita e l'occupazione, da presentare al Governo.Al termine dell'incontro tutte le parti si sono dichiarate soddisfatte, avendo raggiunto un primo accordo su 4 dei 7 punti in merito alle richieste da presentare insieme al Governo già venerdì prossimo.

Successivamente, verrà chiesto un incontro all'Esecutivo e alla fine del percorso, verrà presentato un documento unico in cui confluiranno le proposte su tutti i sette diversi temi affrontati.Durante l'incontro di ieri sono già emerse alcune proposte per sostenere: ricerca e innovazione, a partire dalla conferma del credito d'imposta, in un pacchetto di misure dal valore di un miliardo; emergenza sociale, con un pressing per il rinnovo degli ammortizzatori in deroga e perchè ci sia la garanzia che i lavoratori in mobilità non rischino, alla scadenza, di restare senza reddito e senza poter andare in pensione per gli effetti della riforma previdenziale; efficienza e semplificazione della Pubblica Amministrazione, accelerando l'iter dei provvedimenti legislativi in corso (dalla riforma degli sportelli unici, all'applicazione del divieto alle PA di chiedere ai cittadini e alle imprese documenti già in possesso di altre PA).

Ridurre gli oneri amministrativi per rendere più celeri i tempi burocratici; il Mezzogiorno, con la reintroduzione del credito d'imposta nel 2011 per sostenere la nuova e buona occupazione e investimenti produttivi, ma anche un piano di lotta al lavoro sommerso e l'istituzione di una cabina di regia, sede stabile di confronto tra governo e regioni.

Temi su cui da tempo si batte la CGIL, in particolare, ha sottolineato il Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, in merito all'emergenza sociale: “la crisi non porta automaticamente a nuova occupazione” ed ha espresso la necessità di “agire urgentemente” perchè “in molte imprese, anche alla FIAT, già da novembre c'è il problema di non lasciare i lavoratori nell'incertezza”. Epifani ha espresso soddisfazione per il raggiungimento di una convergenza tra tutti sulla “parte più urgente”.

“Ci siamo posti dieci obiettivi – ha spiegato il leader della CGIL -, tra cui l'estensione della CIG in deroga, ma anche la richiesta di lavorare bene sulla Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e sui contratti di solidarieta”.Il confronto proseguirà sui temi restanti, come il fisco, la spesa pubblica ed i costi della politica, la produttività. E presto arriveranno anche proposte per sbloccare i cantieri per le infrastrutture. L'intenzione di tutte le parti è quella di stabilire un quadro completo di proposte condivise entro la fine dell'anno.

da www.cgil.it

28 ottobre 2010

 

 

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