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Orvea Mezzolombardo. Volantinaggio contro i licenziamenti e i tagli salariali

Oggi le lavoratrici e i lavoratori della filiale Orvea di Mezzolombardo hanno protestato contro la disdetta dell'integrativo e la minaccia di 22 esuberi. Raccolte firme di solidarietà tra i clienti 

"Siamo i lavoratori e le lavoratrici dell'Orvea e con questo volantino chiediamo la vostra solidarietà contro questa azienda che attraverso il decurtamento dei nostri stipendi ed i licenziamenti vuole penalizzarci. Con la disdetta del contratto ogni mese ci troviamo circa duecento euro lordi in meno su un salario di circa 1.200 euro mensili".

Inizia così il volantino che i dipendenti del supermercato Orvea di Mezzolombardo hanno distribuito stamane alla clientela cui hanno chiesto una firma di solidarietà. "Siamo convinti – continua il documento - che tagliare le retribuzioni e licenziare il personale non risolva nessuno dei problemi dell'azienda, ma avrà la sola conseguenza di diminuire la qualità del servizio offerto al cliente: quindi, nella sostanza, rendere meno conveniente per il cittadino continuare al fare la spesa nel nostro negozio".

I lavoratori sono affiancati in questa difficile vertenza da Filcams Cgil e Fisascat Cisl che denunciano l'assoluta mancanza di trasparenza da parte dei vertici aziendali, i quali rifiutano di aprire qualsiasi spazio di discussione. L'unica comunicazione arrivata è la disdetta dell'integrativo: per il resto c'è totale silenzio. La situazione è grave, perché sulla testa dei lavoratori pende ancora la minaccia di oltre venti licenziamenti.

"Abbiamo chiesto all'Unione commercio di prendere posizione", afferma Ezio Casagranda, segretario provinciale della Filcams Cgil. "Ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Vogliamo sapere se è questo il modello di relazioni sindacali che hanno in mente".Il sindacato ritiene opportuno un intervento dell'assessore al lavoro: dopo la vicenda della Dussmann (l'azienda che ha in appalto il servizio di pulizie delle strutture ospedaliere), che a sua volta ha disdettato l'accordo integrativo, questo modus operandi rischia di diventare una prassi perversa nella dialettica tra le parti sociali.

22 ottobre 2010

 

 

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