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"Niente sotto l'albero per i precari del Mart"

Nessuna sicurezza, nessun diritto, nessuna tutela

Caro Babbo Natale, siamo collaboratrici e collaboratori del MART, il gioiello museale del Trentino. Sappiamo che in questo periodo hai un gran lavoro, ma speriamo che tu possa trovare un minuto per noi. Qualche giorno fa proprio qui al MART si è tenuto un importante convegno: la cultura, per gli esperti, moltiplica ricchezza e sviluppo. Speravamo che riguardasse anche noi. “Magari – ci siamo detti – a Natale sotto l’albero troveremo qualche novità per i nostri contratti.” Ci sbagliavamo. Avevamo chiesto alla direttrice le ferie e i giorni di malattia retribuiti, un qualche aumento di stipendio (la maggior parte di noi prende 4 euro all'ora), magari qualche mese di preavviso per sapere se i nostri contratti vengono rinnovati e invece ... TAGLIO DI 5 COLLABORATRICI NESSUNA MODIFICA AI CONTRATTI ATTUALI I CONTRATTI SI DISCUTONO TRA NATALE E CAPODANNO CONTRATTI BIENNALI SOLO SE SI APRE PARTITA IVA Insomma, caro Babbo Natale, per noi quest'anno sotto l'albero non ci sarà nulla... ----------------------------------------------------- SCHEDA NIDIL CGIL LE CONDIZIONI DI LAVORO DEI COLLABORATORI DEL MART Nessuna sicurezza, nessun diritto, nessuna tutela Sono 31 le collaboratrici e i collaboratori del MART e si occupano un po' di tutto: dal marketing all'editoria, dalle collezioni agli archivi, dall'ufficio stampa alla didattica. Insomma, i collaboratori sono il MART. Lavorano al Museo in media da tre anni, ma alcuni hanno contratti da sette/ otto anni. Non hanno diritto ad alcun preavviso in caso di mancato rinnovo del contratto: non conoscono il loro destino fino alla fine dell'anno. Da contratto non hanno diritto alle ferie, né ai giorni di malattia retribuiti. Ricevono l'indennità di maternità solo se le collaboratrici hanno versato contributi all'Inps. Per loro la pensione è una chimera: i contributi annuali che versano sono la metà di quelli dei lavoratori dipendenti. E l'esiguità dei compensi (circa mille euro mensili in media) non permette loro di accedere alla previdenza integrativa. A fronte di questa situazione la direzione del MART e il consiglio di amministrazione hanno deciso di non rinnovare cinque contratti di collaborazione (pari al 16% dei collaboratori) adducendo motivazioni inconsistenti. Il NIdiL – CGIL del Trentino, il sindacato dei preari, si è opposto a questi tagli chiedendo alla direzione e al CdA almeno quattro mesi di proroga per queste collaboratrici. La proroga è stata concessa solo a due lavoratrici. Per le altre tre niente e non se ne conosce il motivo. Inoltre il NIdiL ha chiesto di aprire un confronto con la direzione per inserire nel contratto almeno le ferie e la malattia retribuite. Ci è stato detto di no, per quest'anno non si può fare perché il MART deve tutelare se stesso (non si sa da cosa). Infine il MART ha deciso di prospettare ai suoi lavoratori due ipotesi di contratto: il semplice Co.Co.Co. annuale con i compensi fissati allo scorso anno oppure un contratto di prestazione d'opera biennale e con un compenso maggiorato solo se si apre partita Iva. Per il NIdiL l'estensione generalizzata della partita Iva come condizione per una maggiore stabilità non solo è aberrante ma illegittima. Non si capisce infatti perché con la partita Iva si avrebbe diritto al biennale mentre con il Co.Co.Co. no. Per risolvere questa situazione chiediamo che l'assessore alla Cultura, Margherita Cogo, si faccia carico della situazione convocando le parti intorno ad un tavolo entro il 31 dicembre. Per le collaboratrici e i collaboratori e per il NIdiL le richieste sono: 1.Firma di un accordo che impegni l'Assessorato provinciale alla Cultura e la direzione del MART a garantire la comunicazione dei rinnovi dei contratti di collaborazione e la loro presentazione ai collaboratori entro e non oltre il 30 settembre di ogni anno, in modo da permettere ai lavoratori di conoscere il loro destino con un adeguato preavviso. 2.La proroga di quattro mesi ai collaboratori i cui contratti non vengono rinnovati. 3.La suddivisione dei compensi stabiliti dal contratto su 11 mensilità in modo da garantire ai collaboratori il diritto alle ferie. 4.L'introduzione di un preciso articolo nei contratti che preveda la non decurtazione del compenso nel caso di giornate di malattia debitamente certificate. 5.Progressivo aumento dei compensi per raggiungere la quota minima rappresentata dalle retribuzioni annue lorde previste dal CCNL – comparto Regioni e Autonomie Locali, per prestazioni analoghe o simili a quelle da lavoro dipendente. 6.Estensione a tutto l'anno dei contratti di collaborazione, ad oggi limitati solo ai periodi delle mostre, per gli operatori della didattica. 22 dicembre 2005

 

 

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