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Lidl Trento. Sciopero, il supermercato chiude

La Filcams Cgil e i lavoratori protestano contro la società della grande distribuzione commerciale. Presidio e volantinaggio per informare i clienti

Dalle ore 7.00 i dipendenti del punto vendita Lidl di Trento sono scesi in sciopero, attuando un presidio informativo ai clienti fino alle ore 13.00. L’altissima adesione dei lavoratori e la solidarietà ed attenzione posta dai clienti che puntualmente venivano informati delle motivazioni attraverso la consegna di un volantino, ha provocato la scelta dell’azienda di non aprire il punto vendita per tutta la giornata.

 dipendenti sono stati costretti anche oggi a scioperare per le difficili condizioni di lavoro che quotidianamente subiscono per le direttive imposte dalla direzione.Sono quasi tutte madri e padri di famiglia, che di lavoro vivono per necessità e che permette una vita dignitosa. Sono quasi tutte part-time e il loro orario di lavoro deve coniugarsi con le esigenze dei figli ed ogni cambiamento imposto senza il loro consenso li mette in crisi ponendo la condizione di scegliere tra figli o lavoro.Dopo gli scioperi di un paio di anni fa proclamati per rivendicare il diritto alla dignità anche sul lavoro, l’azienda aveva cambiato registro cercando di mantenere un ambiente più dialogante e umano. Ora però anche nella distribuzione non siamo più in un periodo economico florido e come le grandi multinazionali secondo il nostro parere anche la Lidl si sta adeguando alle politiche di compressione di diritti e dignità dei lavoratori per cercare il risparmio più semplice, quello attuato sui dipendenti.

Esistono problemi irrisolti e già a conoscenza della direzione legati alla sicurezza sul lavoro ed igienico sanitarie (montacarichi spesso bloccato, impianti poco sicuri con prese volanti, soffitti del magazzino poco sicuri, magazzino che si riempie d’acqua con infiltrazioni in caso di pioggia ecc…), orari decisi senza consenso e non più sostenibili con previsioni anche fino alle 22.00 e mancanza di soluzioni efficaci per poter dare un servizio ai clienti di qualità (moneta in cassa insufficiente, mancanza di personale, ecc…).

La problematica che però riteniamo più grave e inaccettabile è la ripresa da parte dei responsabili diretti di pratiche che a nostro avviso colpiscono la dignità di chi tutti i giorni opera per il loro lauto guadagno. In quest’ultimo periodo alcuni lavoratori, a seguito di colloqui improvvisi con i superiori, hanno lasciato il lavoro da un secondo all’altro. Non è che la crisi ed il risparmio sul personale si tramuti in una estesa opera di convincimento di “dimissioni volontarie???”.I dipendenti non vogliamo più vivere queste situazioni, sono colleghi e amici, hanno per anni condiviso parecchio tempo assieme, si sono organizzati scambiandosi il ruolo di baby sitter per poter lavorare nei turni imposti dall’azienda.Con questo sciopero vogliamo portare l’azienda a cambiare metodo per fare in modo che si risolvano i problemi che significa poter garantire anche a Voi clienti una più veloce e migliore qualità del servizio.

15 ottobre 2010 

 

 

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