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Organizzazione del lavoro. Burli (Cgil): “Puntiamo ai modelli più innovativi”

La Provincia sovvenzionerà le imprese per l'adozione del modello kaizen. Burli: “Serve un patto con le imprese sulle migliori pratiche, a partire dalla partecipazione”

Organizzazione del lavoro. Burli (Cgil): “Puntiamo ai modelli più innovativi”

«Ogni tentativo di introdurre buone pratiche nella produzione industriale e nell'organizzazione del lavoro è da accogliere favorevolmente. Per questo motivo apprezziamo anche la possibilità offerta dalla PAT di finanziare parte dei costi delle consulenze relative al cosiddetto “Kaizen”, ovvero il sistema di miglioramento continuo adottato da Toyota tanti anni fa. Chiediamo però che queste innovazioni siano frutto della contrattazione aziendale in modo che non solo le novità organizzative vedano la partecipazione dei lavoratori, come accade nei sistemi economici più avanzati del Nord Europa, ma pure che i recuperi di produttività premino in primo luogo i lavoratori, ossia coloro che questa maggior capacità produttiva garantiscono».

Sono parole di Paolo Burli, segretario generale della CGIL del Trentino, commentando la notizia secondo cui la Provincia Autonoma di Trento intende finanziare le aziende che adottino il metodo organizzativo giapponese.Burli ricorda tra l'altro che già nell'autunno del 2008, Cgil Cisl Uil con il documento “Futuro al Trentino”, avevano proposto un patto sulla “organizzazione del lavoro” per valorizzare le nuove pratiche di lavoro ad alta performance, legando i cambiamenti del capitale fisico a quelli del capitale organizzativo.

«Bene quindi puntare a nuove forme di innovazione non solo tecnologica, ma dei processi e dell'organizzazione» prosegue Burli. «Crediamo però che le nostre energie e le risorse a disposizione vadano indirizzate verso tutti i modelli più innovativi, a partire da quelli rappresentati dall'esperienza scandinava e nordeuropea. Per attivare reali processi di miglioramento della qualità del lavoro e della produzione bisogna mettere al centro il coinvolgimento attivo dei lavoratori, la condivisione dei progetti e degli obiettivi, gli investimenti sulla formazione e sul capitale umano e sociale dei lavoratori, l'aumento delle loro competenze e un conseguente aumento nella delega delle responsabilità».

«Per questo motivo – conclude il segretario generale della Cgil del Trentino – la nostra proposta agli imprenditori resta quella di due anni fa: un accordo quadro che identifichi le migliori pratiche nell'organizzazione del lavoro da mettere a disposizione delle categorie sindacali e imprenditoriali protagoniste a livello aziendale della contrattazione di secondo livello».

19 ottobre 2010

 

 

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