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PROTOCOLLO D'INTESA SUI PATTI DI SISTEMA IN TRENTINO

Tre tavoli sulla qualità sociale, la spesa pubblica e la creazione di valore. Il documento firmato a dicembre 2009 si accompagnava al nuovo Piano di sviluppo provinciale approvato poi nel marzo 2010

di Marco Pontoni (Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento)

E' un Protocollo d'intesa centrato sui punti di forza ma anche sulle criticità del sistema-Trentino quello siglato oggi dal presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai con le realtà economiche e sociali, al termine della fase di consultazione apertasi qualche settimana or sono.

Contestualmente all'adozione della manovra di Bilancio da parte della Giunta provinciale, la Provincia sottoscrive dunque con le forze produttive, i sindacati, i rappresentanti del Tavolo verde e il Coordinamento unitario degli ordini professionali un’intesa basata il metodo della concertazione e ispirata ai principi di responsabilità e compartecipazione pubblico/privata, i cui principali obiettivi - che si tradurranno in altrettanti tavoli di lavoro e nei relativi Patti che al loro interno saranno siglati - sono in sintesi: qualità sociale; qualificazione della spesa corrente; promozione della creazione di valore con azioni di sistema realizzate da tutti i soggetti interessati, pubblica amministrazione, forze sociali, imprese e altri soggetti della comunità.

Il protocollo prende le mosse dal Piano di sviluppo provinciale, principale documento programmatorio della Provincia, messo a punto in soli tre mesi beneficiando del clima di cooperazione che si è venuto a creare dopo l'esplodere della crisi economica e che ha già portato, com'è noto, al varo di un Piano anticrisi estremamente rapido nei tempi e incisivo nei contenuti.

All'origine del Protocollo d'intesa siglato oggi in Provincia vi è la constatazione che il Trentino, raffrontato con le altre regioni italiane e con l'Europa a 15, è caratterizzato da livelli di benessere e qualità della vita molto elevati. Vi è però anche l'analisi puntuale delle criticità del sistema: nonostante in sede locale la risposta alla crisi economica mondiale sia stata nel complesso efficace, il territorio manifesta alcune debolezze strutturali che vanno affrontate, dai tassi di crescita economica non soddisfacenti ad una spesa pubblica - per il finanziamento dei servizi offerti dal pubblico come pure per la realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche - che va razionalizzata e contenuta.Ciò rende necessario promuovere azioni virtuose, concordate da tutte le forze "vive" dell'economia e della società trentine, volte ad accrescere la selettività degli interventi pubblici e a stimolare, in genere, un aumento dell’efficienza e della produttività delle organizzazioni pubbliche e private.

Al centro di tutto si colloca, sulla scorta delle analisi Ocse e Ue, il "capitale territoriale" inteso come insieme di risorse, materiali, immateriali e umane, di beni pubblici e competenze private, di reti di cooperazione e di valori di socialità accumulati nel tempo. E' questa, in definitiva, la principale risorsa che il sistema deve utilizzare e potenziare ulteriormente.Nella definizione delle strategie e degli obiettivi di medio–lungo periodo occorre anche considerare che il nuovo modello di autonomia finanziaria, conseguente all’attuazione del federalismo, collega direttamente e in modo esclusivo le fonti di alimentazione del bilancio provinciale ai gettiti fiscali prodotti sul territorio o comunque di competenza del territorio provinciale. Una piattaforma produttiva in salute e in crescita è dunque il miglior presupposto per disporre delle risorse necessarie per realizzare i programmi di legislatura previsti, anche sul fronte del welfare, della protezione del lavoro, dell'istruzione, della sanità e così via.

Il Patto proposto alle forze economiche e sociali è ispirato, come dicevamo, ai contenuti del nuovo Programma di Sviluppo Provinciale, che indirizza le azioni della Provincia autonoma verso interventi di carattere strutturale. Le scelte programmatiche sono indirizzate a completare e a rafforzare per tutta la durata della legislatura (cioè fino al 2012), la manovra anticongiunturale realizzata in gran parte nel 2009, ad "agganciare" la ripresa economica (prevista nel 2011), a promuovere uno sviluppo locale duraturo e sostenibile, prendendo a riferimento gli esempi più virtuosi nel panorama europeo.

10 dicembre 2009

 

 

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