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Prosegue la trattativa sul pubblico impiego.

La provincia stanzierà circa 85 milioni di euro. I sindacati sono disposti a trattare sui criteri di distribuzione delle risorse assegnate.

di Guido Pasqualini (l'Adige, 19/10/2010)

«Moderatamente soddisfatti». Forse i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil si sono messi d'accordo. Di fatto, è l'espressione usata da tutti e tre al termine dell'incontro avuto ieri in piazza Dante con il presidente della Provincia Lorenzo Dellai e con l'assessore al personale Mauro Gilmozzi . Convocati per discutere il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego, sono entrati in sala Fedrizzi alle 12.30 con la convinzione di trovarsi di fronte un muro di gomma, dopo quanto era emerso nell'incontro di maggioranza di venerdì scorso. Sono usciti dopo le 14 con la conferma che non ci sono spazi per rinnovare il contratto, ma anche con la notizia che per il prossimo triennio 2011-2013 i lavoratori avranno a disposizione un gruzzolo di circa 85 milioni di euro da spartirsi. È un aumento quantificabile nel 2,5-2,6%, certo inferiore a quel 5,9% che era stato preventivato in bilancio ma superiore a quello che (non) percepiranno i dipendenti pubblici di altre regioni.

Di fronte alla richiesta dei sindacalisti di impugnare davanti alla Consulta l'articolo della manovra Tremonti che vieta il rinnovo dei contratti, il presidente ha tagliato corto: «È una norma di riforma economico sociale - ha affermato Dellai - e come tale è sovraordinata al nostro Statuto speciale». Chiusura totale su questo aspetto ma, di converso, apertura su «alcune azioni di natura non contrattuale». Prima fra tutte il varo del «fondo straordinario per la riorganizzazione e l'efficienza gestionale», nel quale convergeranno 50 milioni di euro da ripartire negli anni 2011 e 2012. Si tratta, in buona sostanza, della tanto discussa «produttività».

Le risorse - secondo le intenzioni della giunta - saranno destinate «al raggiungimento di obiettivi interni (finalizzati alla riorganizzazione ed all'innovazione nelle amministrazioni pubbliche nell'ottica della riduzione dei costi di funzionamento) ed esterni (orientati cioè al miglioramento dei servizi all'utenza, ad esempio attraverso processi di sburocratizzazione con conseguente riduzione dei costi che il sistema economico sostiene quando si rapporta con l'ente pubblico)». Tutti da decidere i criteri per la distribuzione di queste risorse: la Provincia si è riservata di avanzare una proposta che sarà poi valutata dalle categorie sindacali del pubblico impiego. A questi denari andranno aggiunti altri 27 milioni di indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2011-2013, in questo caso un atto dovuto vista che l'indennità (metà dell'inflazione programmata, un aumento circa dello 0,8% all'anno) viene prevista dalla stessa manovra Tremonti.

I sindacalisti poi hanno chiesto e ottenuto l'impegno della giunta di recuperare quei risparmi di spesa legati alla progressione delle carriere accumulati dal 2006 ad oggi, una somma quantificabile in 8-10 milioni di euro circa. «La pubblica amministrazione provinciale - conclude la nota di piazza Dante - ritiene che tali risorse siano potenzialmente destinate a tutto il pubblico impiego provinciale ed ai relativi enti di appartenenza in quanto la manovra prevede obiettivi per tutte le aree ed i settori di spesa».

«Non facciamo i salti di gioia - commenta da parte sua il segretario della Uil, Ermanno Monari - ma l'impressione è che questo sia il massimo da ricavare in questo momento. Non possiamo pensare di vivere fuori dall'Italia». «Registriamo un'apertura sia sulla quantità sia sulla qualità - afferma Lorenzo Pomini (Cisl) -. Eravamo convinti che non ci fosse trippa per gatti, ora bisogna studiare bene come distribuire queste risorse a tutti i dipendenti». Analoga l'analisi di Paolo Burli (Cgil): «Questa è un'apertura che va incontro alla nostra filosofia: contrattare, contrattare e ancora contrattare».

19 ottobre 2010

 

 

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