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Orvea, volantinaggio contro i licenziamenti e i tagli salariali

Oggi le lavoratrici e i lavoratori della filiale Orvea di S. Pio X di Trento hanno volantinato all'esterno del negozio per protestare contro la disdetta della parte economica dell'accordo integrativo e contro la minaccia di 25 esuberi.

Orvea, volantinaggio contro i licenziamenti e i tagli salariali
"Siamo i lavoratori e le lavoratrici dell'Orvea e con questo volantino vi chiediamo cinque minuti dl vostro tempo, per ascoltare la nostra voce. Con la disdetta del contratto ogni mese ci troviamo circa duecento euro lordi in meno su un salario di circa 1.200 euro mensili", hanno scritto sul volantino. "Siamo convinti che tagliare le retribuzioni e licenziare il personale non risolva nessuno dei problemi dell'azienda, ma avrà la sola conseguenza di diminuire la qualità del servizio offerto al cliente: quindi, nella sostanza, rendere meno conveniente per il cittadino continuare al fare la spesa nel nostro negozio."
 

FILCAMS e FISASCAT denunciano l'assoluta mancanza di trasparenza da parte dei vertici aziendali, che si rifiutano di aprire qualsiasi spazio di discussione. L'unica comunicazione arrivata è la disdettta dell'integrativo: per il resto c'è totale silenzio. La situazione è grave, perchè sulla testa dei lavoratori pende ancora la minaccia di oltre venti licenziamenti.

"Abbiamo chiesto all'Unione commercio di prendere posizione", afferma Ezio Casagranda, segretario provinciale della FILCAMS. "Ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Vogliamo sapere se è questo il modello di relazioni sindacali che hanno in mente".

Il sindacato ritiene opportuno un intervento dell'assessore al lavoro: dopo la vicenda della Dussmann (l'azienda che ha in appalto il servizio di pulizie delle strutture ospedaliere), che a sua volta ha disdettato l'accordo integrativo, questo modus operandi rischia di diventare una prassi perversa nella dialettica tra le parti sociali.

In merito a questa vicenda il consigliere provinciale Bruno Dorigatti ha presentato un'interrogazione in Consiglio provinciale, nella quale si chiede all'assessore "se non ritenga opportuno intervenire al fine di ricomporre una vertenza che potrebbe determinare l'esplosione di conflitti sociali non governabili".

13 ottobre 2010

 

 

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