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Assemblea Confindustria. Burli: “Serve un patto per la produttività”

Fin dal settembre 2008 la Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha chiesto agli imprenditori di discutere come migliorare organizzazione del lavoro e produttività.

Assemblea Confindustria. Burli: “Serve un patto per la produttività”


Si terrà a Rovereto l'annuale meeting degli industriali trentini. Alla vigilia di questo appuntamento, il segretario generale della CGIL del Trentino rilancia la proposta dei sindacati confederali di un patto per migliorare produttività e competitività delle imprese a partire da una migliore qualità e organizzazione del lavoro.


«E' un segnale importante – afferma Burli – il fatto che Confindustria per bocca della sua presidente Marcegaglia abbia rilanciato la proposta a tutte le forze sindacali di un grande patto per il rilancio del sistema Paese. In Trentino una proposta in questa direzione l'abbiamo fatta noi, insieme a Cisl e Uil, con la piattaforma per le elezioni provinciale del 2008, quando chiedemmo alle forze imprenditoriali di sedersi intorno ad un tavolo per discutere come migliorare la capacità produttiva delle nostre aziende e qualificare il lavoro. Con la Provincia il confronto è aperto, ma è tempo di stringere un patto tra sindacati ed imprese in Trentino che qualifichi la contrattazione aziendale».La proposta di Cgil Cisl e Uil è quella di fissare insieme in un accordo quadro un set di buone pratiche nell'organizzazione del lavoro a partire dalle migliori esperienze in campo europeo sul versante della formazione continua, sulla conciliazione, sugli orari, sui servizi ai lavoratori con carichi familiari, sugli inquadramenti professionali.

«Con la crisi – continua Burli – grazie all'intervento della Provincia di Trento è stato fatto un attimo passo in avanti per quanto riguarda la formazione per disoccupati e sospesi. Oggi questa esperienza deve tradursi in un sistema strutturato, che veda il concorso attivo delle imprese». Di più. Per Burli la produttività delle singole imprese e quindi la competitività dell'intero sistema economico locale possono essere migliorate solo puntando su modelli organizzativi più avanzati e su relazioni industriali mature in cui le parti sanno realizzare accordi di sistema avanzati, al di là dell'intervento pubblico.

«Per questo – conclude Burli – un accordo quadro che stabilisca una serie di strumenti per migliorare le performance organizzative da mettere a disposizione delle parti nella contrattazione aziendale, garantirebbe a nostro avviso un passo in avanti verso un sistema allo stesso tempo più produttivo e più attento alle condizioni di chi lavora. La Cgil considera l'innovazione nei modelli organizzativi e la qualificazione del lavoro due fattori fondamentali per uscire dalla crisi e tornare a crescere».

7 ottobre 2010

 

 

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