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Riforma Dalmaso. Bertoldi (Flc Cgil): “L'accordo impedisce lo sbarco della Gelmini”

Dichiarazioni della segretaria generale della Flc Cgil del Trentino, Gloria Bertoldi.

«Le notizie riportate dai giornali nazionali, quasi ogni giorno, sulla situazione della scuola in Italia, dopo l'entrata in vigore della Riforma Gelmini, sono a dir poco drammatiche per migliaia di insegnanti precari che hanno perso il posto di lavoro e di conseguenza per la qualità del servizio offerto dalle scuole pubbliche e per tutti gli alunni.

Anche per questo motivo, come sindacato, siamo contenti di poter oggi prendere atto che grazie al protocollo d'intesa con la Provincia del 15 marzo e con la sua traduzione contrattuale, ancora aperta sul versante salariale, avvenuta con accordo all'Apran del 7 settembre scorso, è stata impedita l'applicazione tout court della riforma Gelmini anche in Trentino, dando alla scuola trentina un profilo tale da permetterle di svolgere al meglio i propri compiti anche di fronte ai cambiamenti sociali e culturali che interessano la nostra comunità.

Per altro, a chi chiede una consultazione sull'applicazione del regime dell'ora di lezione – 50 o 60 minuti – va ricordato che non non corrisponde al vero la dichiarazione secondo cui il 75 percento degli insegnanti si è pronunciato contro l'articolazione della lezione in 50 minuti.

Infatti i collegi docenti, su indicazione dell'assessorato provinciale, su specifica richiesta delle organizzazioni sindacali, nonché nel pieno rispetto dell'autonomia degli istituti superiori, dovevano esprimere il proprio orientamento sull'ora da 50 minuti, così come prevista da una delibera della Giunta provinciale.

Potevano bocciare la previsione della giunta, com'è effettivamente accaduto agli istituti Prati, da Vinci, Pozzo e Vittoria, oppure potevano decidere di non esprimere alcun parere – come hanno fatto tutti gli altri istituti superiori – con la piena consapevolezza che così sarebbe scattato il meccanismo del silenzio assenso e quindi l'applicazione della disciplina provinciale. Fatti due conti, tenuto conto di questo meccanismo, i docenti che si sono effettivamente espressi contro l'orario di lezione a 50 minuti sono stati circa il 15 percento».

30 settembre 2010

 

 

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