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Orvea cancella l'accordo integrativo.

L'azienda decide di tagliare le retribuzioni dei lavoratori per ripianare il deficit di bilancio. Ma non esiste un piano organizzativo e una prospettiva di investimenti concreti.

Orvea cancella l'accordo integrativo.
Con una lettera raccomandata di data 1 ottobre 2010 la Direzione aziendale dell'Orvea ha comunicato la disdetta della parte economica dell'accordo aziendale firmato nell'aprile del 2005. A motivazione di questa scelta, assunta in modo unilaterale, l'azienda porta i dati del bilancio 2009, assestato su un dato negativo di perdita di quasi 2 milioni di euro. Con questo taglio drastico alle retribuzioni dei dipendenti Orvea punta a recuperare risorse per circa 800 mila euro.
 

FILCAMS- CGIL e FISASCAT-CISL ritengono che questa sia una strategia miope, perché le conseguenze della situazione deficitaria dell'azienda vengono scaricate unicamente sulle lavoratrici e sui lavoratori.

"L'azienda non ha un piano organizzativo serio" denuncia Ezio Casagranda, segretario della FILCAMS. "In questi mesi non è emersa nessuna proposta concreta e nessuna prospettiva di investimento per superare la crisi attuale. Noi abbiamo chiesto un confronto sui temi dell'organizzazione del lavoro, della valorizzazione della professionalità, dell'efficienza e della qualità del servizio. L'unica risposta è stata questa mossa, ingiustificata e unilaterale".

I sindacati ritengono che questo pesante taglio alle retribuzioni dei dipendenti finirà per aggravare la situazione di crisi. Si rischia di incentivare l'abbandono dell'azienda delle eccellenze professionali, andando a pesare ulteriormente sulla qualità del servizio.

"Chiediamo all'Unione commercio di prendere posizione: è questa l'idea di contrattazione di secondo livello che hanno in mente?", chiede Casagranda.

Il sindacato ha deciso di mettere in campo una serie di iniziative per contrastare le scelte dell'azienda e per sensibilizzare i lavoratori e i clienti. Sono previste tre assemblee di zona a Trento, Rovereto e Riva e volantinaggi in tutti i punti vendita: non si escludono iniziative di sciopero.

7 ottobre 2010 

 

 

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