NEWS

Fusione latte Trento e Fiavé. Le perplessità dei sindacati

Le dichiarazioni di Flai Cgil e Fai Cisl dopo l'incontro con i consorzi

Oggi presso lo stabilimento di Latte Trento, il direttore Sergio Paoli ha illustrato quanto deciso da due consigli di amministrazione di Latte Trento e Pinzolo Fiavè Rovereto.Tali orientamenti dovranno, successivamente, essere approvati dalle rispettive assemblee dei soci.La Cooperativa ha rimarcato la difficoltà, nonostante le sinergie messe in campo tra le varie strutture nell'ultimo periodo, di proseguire l'attività con 5 stabilimenti sparsi sul territorio provinciale.

La decisione, dunque, va nella direzione di razionalizzare le produzioni concentrandole in due soli siti produttivi: il caseificio di Pinzolo per un prodotto di nicchia come la “spressa” e lo stabilimento di Trento per tutti gli altri prodotti.Lo stabilimento di Trento dovrà necessariamente essere ampliato, non escludendo l'interessamento per aree limitrofe, e qui sarà concentrata tutta la materia prima e da qui usciranno i prodotti finiti.I tempi per realizzare il progetto prevedono lo spostamento, in prima battuta dello yogurt, oggi prodotto a Villalagarina, e successivamente dei formaggi.

Orientativamente si parla da un minimo di 24 mesi per lo yogurt a 24 mesi per il resto della produzione.Nessuna volontà, per bocca del Direttore, di ridurre il personale attualmente in forza nei vari stabilimenti.Su questo punto, di importanza strategica, abbiamo manifestato tutte le nostre perplessità anche alla luce della viabilità provinciale e dei trasferimenti forzati cui sarebbero soggetti molti lavoratori.Di positivo, a parere di Flai Cgil e Fai Cisl, il fatto che nella nuova struttura si lavorerebbero solo ed esclusivamente gli attuali 65 milioni di latte trentino, senza dar vita a strutture faraoniche che costringerebbero a rivolgersi fuori dai confini provinciali per ricercare la materia prima.

Ora, visti anche i tempi lunghi per realizzare il progetto, che ripetiamo anche per rispetto dei soci deve essere approvato dalle rispettive assemblee, serve ragionare in prospettiva per cercare di trovare una soluzione idonea per quei lavoratori che non si sentissero in grado di affrontare quotidianamente una trasferta poco agevole e, sicuramente, costosa.

Stefano Montani (FLAI CGIL del Trentino)

Tiziano Faes (FAI CISL del Trentino)

10 settembre 2010

 

 

TORNA SU