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Hotel Agostini a Folgaria. Turisti ammutinati, lavoratori senza certezze

All'hotel Agostini carabinieri, Nas, ufficio igiene e ispettore del lavoro.

di Chiara Zomer (l'Adige, 25 agosto 2010)

SERRADA - La protesta, dicono, è stata corale perché sentita. Per questo gli ospiti dell'hotel Agostini a Serrada lunedì sera, dopo cena, si sono «ammutinati»: hanno affrontato il direttore dell'albergo nonché il cuoco, parlando di un servizio non all'altezza. E poi hanno chiamato, nell'ordine, il sindaco e i carabinieri. E mentre nella notte il direttore dell'albergo se n'è andato, ieri mattina a Serrada sono saliti tutti: sindaco, presidente degli albergatori, carabinieri, Nas, ispettore del lavoro e ufficio igiene.

Ma andando con ordine, tutto è cominciato, appunto, sabato sera. A cena ci sarebbero dovuti essere i saltimbocca, spiegano i turisti. Ma non c'erano: «E non è solo ieri - spiega Daniela Mastalli, di Monza - quel che era stato promesso nel pacchetto vacanza, non l'abbiamo avuto. Avremmo dovuto avere tre primi e tre secondi, ma non c'erano. Si è mangiato poco e male. Così alcuni di noi sono andati a lamentarsi». Ed ecco il punto. Una piccola delegazione è andata in direzione, e da lì ha avuto poi un faccia a faccia con il cuoco, conclusasi con un viaggio in cucina: «Abbiamo filmato tutto, perché poi hanno passato la notte a ripulire e riverniciare le porte» ripetono i turisti, lamentando, oltre alla mediocrità dei piatti, anche la qualità delle pietanze: «C'è chi si è sentito male». I turisti avevano tutti prenotato il pacchetto su internet, scegliendo la struttura della Royal Holiday di Lido di Savio (Ravenna), azienda che sarebbe riconducibile alla Cat Coppola, società che gestisce numerose strutture ricettive in tutt'Italia, e che da quest'anno ha preso la gestione dell'hotel Miramonti di Folgaria e appunto dell'Agostini di Serrada. Modico il prezzo: 792 euro a coppia per 8 giorni, pensione completa.

«Sì ma nulla era all'altezza - ribadisce Ilaria Milani, di Imperia - io ho avuto una camera confort solo dopo aver molto insistito, nonostante la prenotazione. Abbiamo dovuto pagare in anticipo anche se non era previsto, abbiamo sempre mangiato male: pasta cruda, carne non ben cotta. Senza contare che, ultimamente, gli avanzi della sera erano nel piatto il giorno dopo». Una ricostruzione che tuttavia per nulla coincide con quella del cuoco: «Faccio questo lavoro da 36 anni, possono dire di aver mangiato poco, ma non male. Li ho invitati io stesso in cucina, perché vedessero. Sì, forse una cotoletta non è stata cotta bene, ma mi sentivo male, stavo per andar via». Sia come sia, resta il fatto che i turisti hanno deciso di far qualcosa. E hanno chiamato le autortità. Lunedì sera, nulla è accaduto: i carabinieri li hanno convinti a tornare a dormire. Se ne sarebbe riparlato l'indomani. Ma ieri le forze dell'ordine non si sono trovate davanti il direttore: «È scappato durante la notte» gridano i turisti.

In realtà ha detto di dover tornare dalla moglie malata. Ma questo poco importa. A quel punto è iniziata una giornata da delirio, in cui i turisti sono stati per quanto possibile coccolati dal sindaco (la vacanza proseguirà in altre strutture e a spese del Comune), mentre i dipendenti sono stati lasciati in balia di loro stessi - con loro i sindacati - a rispondere alle domande di carabinieri, Nas, ispettore del lavoro e ufficio igiene. Dopo un giorno d'indagine - e di prelievi che saranno inviati all'istituto zooprofilattico - sono state staccate due contravvenzioni, per scorretta divisione delle vivande: circa 2000 euro.

Sindacati subito in albergo. “Lavoratori privi di certezze”

Ieri bastava dare un'occhiata all'interno dell'albergo, per capirlo. L'anello debole della catena, quelli che rischiano di rimetterci davvero, sono loro. I dipendenti. Perché i turisti, da oggi, saranno coccolati altrove. La proprietà è lontana. Ma i dipendenti, con una lettera d'assunzione in mano e senza un direttore, sono lì. Da soli. E senza alcuna certezza. Per questo ieri, quando è arrivata la notizia di quel che stava accadendo all'hotel Agostini, i sindacalisti sono saliti a Serrada immediatamente. Perché la situazione sembra delicata: «Questo albergo ha iniziato a lavorare il 7 agosto - spiega Roland Caramelle, Cgil - e impiega 17 lavoratori. Quando abbiamo saputo, la nostra preoccupazione era quella di difendere i dipendenti, che in questi casi rischiano sempre di diventare dei capri espiatori. Abbiamo parlato con loro. Ci hanno spiegato che le condizioni di lavoro sono diverse da quelle previste dal contratto: non hanno il giorno libero, sono impegnati anche 12, 13 ore al giorno, e non vengono rispettate le mansioni». Già questo, crea con ogni probabilità tra il personale un certo disappunto. Ma i problemi veri hanno a che fare con il contratto: «Cominciano ad essere preoccupati, perché hanno saputo che al Miramonti, dove per altro eravamo intervenuti qualche settimana fa, l'altro hotel gestito dalla Royal Holiday, ci sono state delle difficoltà di pagamento degli stipendi. Come possono lavorare con serenità in questa situazione? Ora verificheremo i loro contratti». Già, i contratti. Sembra ci sia una lettera d'assunzione, in cui non è chiarita la retribuzione: sarebbe stata detta a voce. Una situazione di difficoltà, insomma, che secondo la Cgil non è nuova al Trentino: «Non si vuol generalizzare: ci sono molti operatori che lavorano bene ed hanno un rapporto corretto con le maestranze - spiega Caramelle - ma ci sono molti, in tutto il Trentino, che si comportano così. Manca correttezza e rispetto dei diritti dei lavoratori. E noi ce ne rendiamo conto dal numero di vertenze che, ogni anno, a fine stagione vengono avviate. Questo di Serrada non è un caso isolato. E poi il rischio è di avere dei lavoratori non professionalizzati, pagati una miseria. È anche su questo che dobbiamo interrogarci, quando pensiamo a quale sviluppo vogliamo per il Trentino e a quale turismo vogliamo offrire ai visitatori». Intanto, l'albergo è pieno d dipendenti, ma mancano i clienti. Per ora. Ma le prenotazioni ci sono per la prossima settimana. Si tratta di capire cosa accadrà.

25 agosto 2010 

 

 

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