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Giovani, formazione e lavoro. Grasselli (Fiom Cgil): “Un nuovo ruolo per Agenzia del Lavoro”

L'ad di Dalmec denuncia difficoltà a reperire personale qualificato e motivato e punta il dito sulla formazione professionale. Il segretario Fiom rilancia: “Sacrosanto richiamo. Ma l'azienda guardi anche alle

Giovani, formazione e lavoro. Grasselli (Fiom Cgil): “Un nuovo ruolo per Agenzia del Lavoro”

«L'appello lanciato da Luciano Dallago è pienamente condivisibile. Anzi è un richiamo sacrosanto a investire meglio e di più sulla formazione tecnica e professionale per garantire personale qualificato alla manifattura più innovativa e avanzata in Trentino, di cui Dalmec è uno dei migliori esempi. Per la Fiom il nodo centrale resta la funzione di Agenzia del Lavoro che deve assumere un ruolo più attivo non solo dentro il mercato del lavoro, ma anche alle sue porte».

Roberto Grasselli, segretario generale della Fiom Cgil del Trentino, fa proprio l'appello lanciato dall'ad di Dalmec, la società nonesa che produce manipolatori meccanici per aziende del calibro di Ferrari, Porsche e Toshiba. Secondo Dallago nei giovani sarebbe venuta meno la voglia di lavorare in fabbrica anche quando gli impieghi sono molto qualificati.

«Forse – dichiara Grasselli - oggi c'è una diversa cultura del lavoro, ma non è detto che il lavoro manuale abbia perso tutto il suo appeal. In Trentino infatti c'è ancora una gran voglia di mettersi in gioco da parte dei giovani. Allora è importante che le istituzioni sappiano orientare, fin dalla scuola, queste energie, rivalutando il sapere tecnico e professionale. Il ruolo di AdL, soggetto trilaterale composto da istituzioni locali, imprese e sindacati, è decisivo per far decollare nuove politiche del lavoro che abbiano questa mission». Per la Fiom oggi l'Agenzia svolge positivamente i compiti di supporto dei lavoratori con i sostegni al reddito e di analisi delle dinamiche del mercato del lavoro.

«Serve però – continua Grasselli – un ruolo più attivo. AdL deve intervenire prima dell'ingresso nel mondo del lavoro, supportando e orientando anche il sistema scolastico provinciale e creando un sistema di gestione sinergica delle politiche della formazione, anche di lungo periodo, con le istituzioni scolastiche. Questo è il tassello che si deve aggiungere alle nuove deleghe in materia di lavoro oggi in mano alla Pat, così da qualificare le politiche attive e rafforzare le opportunità occupazionali nel settore manifatturiero».

Ma alla Fiom del Trentino sta a cuore anche un altro aspetto della vicenda, quello delle professionalità espulse dal mercato del lavoro a causa della crisi. «Oggi Dalmec – ricorda Grasselli – potrebbe rivolgere la sua attenzione anche a questo segmento del mercato del lavoro. Ci sono lavoratori di 35-40 anni senza impiego che possono essere riqualificati e trovare lavoro in aziende sane e innovative come quella dei fratelli Dallago. Anche su questo versante deve esserci un impegno diretto di AdL come è già avvenuto per altre realtà aziendali e per altri territori della nostra provincia. E in questa direzione dovrebbero saper investire tutte le aziende trentine».

27 agosto 2010

 

 

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