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Tasse. Imposta al 10% su tutto il lavoro notturno

Per l'Agenzia delle Entrare la tassazione agevolata va applicata all'intera paga dei turni di notte. Interessati i lavoratori del privato. Richieste di rimborso ai Caaf col 730 del 2011 Tasse. Imposta al 10% su tutto il lavoro notturno

Con il decreto legge 93 del 2008 il Governo aveva introdotto una tassazione agevolata al 10 percento per il salario legato ad incrementi di produttività (lavoro straordinario, lavoro su turni, lavoro notturno, premi di risultato, ecc.) esclusivamente per i lavoratori dipendenti del settore privato, estesa al 2009 e oggi reiterata anche per il 2010. Recentemente, l'Agenzia delle Entrate, con un parere giuridico del 17 agosto scorso, ha precisato che l'imposta sostitutiva al 10 percento va applicata anche a tutta la retribuzione derivante da lavoro notturno.

In Trentino, come nel resto del Paese, la stragrande maggioranza dei datori di lavoro aveva invece assoggettato all'aliquota agevolata solo le maggiorazioni e non la paga ordinaria corrispondente alle ore prestate in regime di lavoro notturno. Ciò significa che molti lavoratori hanno pagato per il 2008 e per il 2009 più tasse di quelle che dovevano al fisco.

L'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate non vale però solo per l'anno in corso. Ha infatti efficacia retroattiva. Tutti i lavoratori ai quali negli ultimi due anni le aziende avessero applicato la tassazione errata sulla retribuzione derivante dal lavoro notturno, possono quindi fare richiesta del rimborso al fisco con la dichiarazione dei redditi nel 2011 (vedi circolare n. 48 dell'Agenzia delle entrate datata 27 settembre 2010).

L'Agenzia delle Entrate ha infatti comunicato ufficialmente le nuove modalità e le nuove scadenze per la presentazione delle richieste di rimborso.

Ma a chi interessano i rimborsi? Ovviamente solo ai lavoratori del settore privato che nel 2008 e nel 2009 abbiano effettivamente prestato lavoro in orario notturno, definito in base alla disciplina dei singoli contratti collettivi di lavoro, o quelli che si siano visti applicare dalle aziende solo ad una porzione di retribuzione legata ad aumenti di produttività realmente assoggettabile all'imposta sostitutiva del 10%.

In Trentino si tratta per lo più dei dipendenti delle aziende a ciclo continuo, in particolare le cartiere e le industrie chimiche, ma anche di quelli impiegati su turni di notte in tutti gli altri settori, dal metalmeccanico sino allo sterminato comparto dei servizi di tipo privato, ovviamente se e solo se il lavoro notturno comporta aumenti di produttività e di competitività. Vale la pena ricordare che se nel 2009 la crisi ha fortemente ridotto l'impiego di lavoro notturno, nel 2008, prima della recessione, l'utilizzo di questi turni era molto diffuso.

La legge stabilisce dei limiti all'accesso all'imposta sostitutiva. Per il 2008 e il 2009 possono beneficiarne infatti le lavoratrici e i lavoratori del settore privato che non avessero superato un tetto massimo di reddito lordo pari a 30mila euro nel 2007 e di 35mila euro nel 2008. Inoltre l'imposta al 10 percento può essere applicata ad un massimo di 3mila euro per il 2008 e di 6mila euro per il 2009.
Per verificare la capienza rispetto a questi ultimi limiti clicca QUI.

(aggiornato il 24 settembre 2010)

 

 

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