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Agli operatori archeologici il contratto dell'edilizia

In Trentino un avviso comune firmato da sindacati e imprenditori del settore chiede alla Provincia di prevedere l'applicazione del contratto nazionale. Un centinaio gli addetti interessati

Agli operatori archeologici il contratto dell'edilizia
Agli operatori archeologici in Trentino venga applicato il contratto dell'edilizia. Alla Provincia, ente che appalta i lavori di scavo e recupero nel caso di ritrovamenti archeologici, lo chiedono tutte le parti sociali in un avviso comune firmato recentemente, per mettere ordine in una materia contrattuale che ha prodotto contenziosi e che rischia di abbassare la qualità del lavoro archeologico nei cantieri trentini. Proprio per fare chiarezza su questa materia, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Trentino hanno sottoscritto il documento con le controparti datoriali dell'ANCE, dell'Associazione Artigiani e della Federazione delle Cooperative e lo hanno inviato all'assessore provinciale alla cultura, Franco Panizza.
 
A differenza di quanto accade in Alto Adige, dove normalmente viene applicato il contratto dell'edilizia anche agli operatori archeologici con regolare iscrizione delle aziende del settore alla Cassa edile, attualmente la Provincia di Trento non impone il rispetto di alcun contratto nazionale e le aziende del settore archeologico possono impiegare le lavoratrici e i lavoratori applicando i contratti degli studi professionali o quelli individuali di collaborazione che offrono però trattamenti e tutele inferiori a quelli previsti dal contratto dell'edilizia.
 
"Operatori
Il contratto dell'edilizia, si legge nell'accordo stipulato il 3 agosto scorso, il primo nel suo genere in Italia, «appare più coerente rispetto alle attività lavorative svolte nei cantieri del settore dell'archeologia in quanto è l'unico che oggi disciplina espressamente ed organicamente i vari tipi di professionalità impiegata, assicurando un adeguato trattamento dei lavoratori».Nel contratto nazionale dell'edilizia infatti si fa specifico riferimento alle figure del responsabile del recupero archeologico, dell'operatore archeologico, dell'operaio e dell'operaio specializzato in cantiere archeologico.
 
In nessun altro contratto si fa riferimento a queste professionalità. Nell'accordo quindi sindacati e datori di lavoro chiedono alla Provincia che nella regolazione degli appalti venga fatto obbligo alle ditte aggiudicatarie di lavori di scavo e di recupero archeologico di applicare il contratto nazionale e territoriale dell'edilizia, di iscrivere i lavoratori alla locale Cassa edile e di modificare il formulario dell'elenco dei prezzi provinciale relativo alle attività archeologiche per adeguare il costo delle manodopera a quello previsto dal contratto dell'edilizia.

11 agosto 2010

 

 

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