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Burli al Corriere. «Sindacato, ecco il centro studi unico»

La sfida di Burli: «Premiare il ricorso ai contratti di solidarietà» «La ripresa? Non sono entusiasta»
di Salvatore Romano (Corriere, 10/08/2010)

Burli al Corriere. «Sindacato, ecco il centro studi unico»

TRENTO — Un centro studi unitario con gli altri sindacati, ma anche un documento comune sulla delega degli ammortizzatori sociali. Con un occhio di riguardo alla nascita delle Comunità di valle. Si avvicina «l’autunno caldo» per la Cgil del Trentino, decisa, come spiega il segretario Paolo Burli, a «gettare le fondamenta per costruire una prospettiva diversa per la gente trentina». Senza dimenticare nel breve termine le incognite legate alla riapertura delle aziende dopo l’estate. La soluzione, in grado di unire la tutela dei posti di lavoro alla contrazione dei ricavi delle aziende, è il contratto di solidarietà.Deciso Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, spinge per l’applicazione dei contratti di solidarietà in modo da unire le esigenze dei lavoratori a quelle delle aziende alle prese con la crisi economica.

Burli, gli ultimi dati Istat parlano di un aumento della produzione industriale e di un incremento del Pil di oltre un punto percentuale nell’ultimo anno. Il Trentino può sperare almeno in una timida ripresa in autunno?
«Non sarei così entusiasta. Purtroppo agli indicatori positivi non si accompagna la crescita occupazionale, specie nella popolazione giovanile, dove è cresciuta dall’8 al 12%. A conferma del protrarsi della crisi economica, lungi dall’esaurirsi».

Le azioni e le risorse messe in campo dall’amministrazione provinciale hanno consentito secondo lei di tamponare l’emorragia del sistema economico-produttivo trentino?
«Assolutamente. L’azione della Provincia si è rivelata tempestiva e fondamentale. Anche le misure successive sono state migliorate e vanno nella direzione da noi a più riprese indicata. L’introduzione di criteri selettivi per la concessione di incentivi alle imprese, premianti per quelle virtuose, e l’apertura a capitali privati in Trentino sviluppo rappresentano un passo fondamentale sulla strada di un nuovo modo di intendere il sostegno al mondo produttivo».

Materia, questa, sulla quale sarete presto chiamati a giocare una partita importante.
«Sarà una delle priorità, forse la più strategica, che affronteremo sin da settembre. Abbiamo già redatto e sottoscritto, unitariamente con Cisl e Uil, un documento che presenteremo al prossimo tavolo di lavoro in cui indichiamo idee, contenuti e priorità da affrontare se vogliamo davvero dar vita a un nuovo modello di welfare in Trentino».

Un modello con quali caratteristiche?«Il welfare di nuova concezione deve innanzitutto premiare quelle imprese che, con la cassa integrazione straordinaria in scadenza, preferiscono i contratti di solidarietà al licenziamento continuando a rimanere sul mercato. Inoltre, bisogna pensare ad ammortizzatori sociali “universali”, per tutte le categorie di lavoratori, senza distinzione alcuna e basati sulla formazione continua».

Quando parla di alta formazione si riferisce anche all’università?
«Certamente. Il governo provinciale è stato lungimirante nel tenere a sè due competenze strategiche e legate tra loro come gli ammortizzatori sociali e l’università. Quest’ultima dovrà accompagnare le alte professionalità estromesse dal mercato del lavoro costruendo, insieme ai centri di formazione professionale, una base professionale virtuosa, aggiornata, in grado di afferrare il treno della ripresa».

Quali sono gli altri temi importanti in agenda per il prossimo futuro?
«La riforma istituzionale e la nascita delle Comunità di valle. Oltre che una spinta alla partecipazione democratica della società sarà decisiva per il ruolo del sindacato. Con le altre sigle stiamo ragionando su come presidiare meglio i territori e contribuire nell’individuare priorità e azioni da mettere in campo, specie in quei settori come quello socio-sanitario, da cui recentemente siamo stati estromessi».

In questi mesi si è giunti a una nuova legge sul turismo e alla nascita, per ora sulla carta, di un ente bilaterale unico del terziario. L’accorpamento è davvero utile?
«Settembre sarà decisivo per il rinnovo dei contratti del turismo e del commercio. Dovremo accelerare in questa direzione, anche per studiare come confrontarci con le future Comunità di valle e le singole amministrazioni. Sarà delicato. Quanto all’ente bilaterale unico, credo sia un bene, a patto però che anche l’organizzazione sia davvero unitaria e in grado di ottimizzare le risorse».

Come nella stagione precedente sarete impegnati su numerosi fronti assieme alle altre sigle. Ad un anno di distanza dalla sua «provocazione» in tal senso, sono maturi i tempi per un sindacato unico in Trentino?
«Continuiamo a ragionare con la politica dei piccoli passi, che nell’ultimo anno ci ha premiato e ci ha visto essere presenti e ottenere risultati su tutti i fronti più importanti e strategici. Un ulteriore passo sarà quello di un centro studi comune. A breve avremo un luogo di condivisione, di riflessione e di studio, che farà da supporto per le nostre attività e che darà omogeneità alla contrattazione nelle diverse sedi».

10 agosto 2010

 

 

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