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Cassa integrazione. Burli: “Il Trentino sta reagendo”

La nota del segretario generale della CGIl del Trentino in mertio ai dati sulla cassa integrazione riportati da un quotidiano locale

Cassa integrazione. Burli: “Il Trentino sta reagendo”

 





Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della CGIL del Trentino





«I numeri non mentono. La cassa integrazione nei primi sei mesi dell'anno è aumentata di molto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo certifica la Provincia di Trento, attraverso l'osservatorio del mercato del lavoro insediato presso l'Agenzia del Lavoro. I dati quindi non sono smentibili. Accade purtroppo in tutto il Paese. Ciò non vuol dire che il Trentino non stia reagendo alla crisi. Anzi, i fondamentali dell'economia dicono che andiamo meglio di molte altre realtà in Italia.

A reagire sono per prime le lavoratrici e i lavoratori in cassa integrazione o licenziati che, come in nessun'altra parte d'Italia, aderiscono in massa alle proposte formative dell'Agenzia provinciale del Lavoro e del Fondo sociale europeo per riqualificarsi e dare così il proprio contributo alla ripresa economica, facendosi poi trovare pronti quando questa arriverà. Reagiscono anche le imprese, soprattutto quelle che non smettono di investire sullo sviluppo di nuovi prodotti e su settori a più alto valore aggiunto, e si mettono alla spasmodica ricerca di nuovi mercati, diventando così più forti. Infine, il Governo provinciale ha assunto un ruolo propulsivo non solo quando ha deciso di ridisegnare un sistema di ammortizzatori sociali più esteso e più giusto, ma anche quando progetta politiche di contesto – incentivi alle imprese, investimenti nelle nuove tecnologie e nelle reti digitali, qualificazione della spesa ma anche della domanda pubblica di beni e servizi – che sono decisive perché il Trentino torni a crescere all'insegna della sostenibilità e dell'innovazione.

Tutti gli attori del sistema economico e sociale in Trentino sono consapevoli che quella che stiamo vivendo non è una crisi congiunturale, ma strutturale, di sistema e che quindi può essere supera solo attraverso scelte di sistema. Ci vorrà del tempo, ma ne usciremo più forti di prima. Perché ciò accada dobbiamo continuare a difendere il lavoro che c'è e puntare a crearne di nuovo, più qualificato e più sicuro. Per questo la CGIL del Trentino, insieme a CISL e UIL sostiene con forza, da un lato, l'utilizzo dei contratti di solidarietà che, abbassando il numero di ore di lavoro per ogni addetto, garantiscono l'occupazione senza gravare sui conti delle aziende. Dall'altra, ha proposto e continua a proporre un patto per la produttività agli imprenditori, grazie al quale migliorare l'organizzazione del lavoro e quindi la competitività delle nostre imprese».

6 agosto 2010

 

 

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