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In val di Sole arrivano gli indiani

L’India mette piede in Trentino. E lo fa acquistando un’azienda della val di Sole, con la prospettiva - almeno sulla carta - di cominciare da lì la conquista dell’Europa. Dopo anni passati a temere la fuga delle aziende locali in paesi a minor costo salariale, oggi è la nostra provincia che si trova a dover confrontarsi con un approdo inedito nel panorama dell’economia locale.La comunicazione è freschissima: la Ineos, multinazionale anglo-americana, ha dichiarato raggiunto l’accordo con la Bilcare per la cessione del suo ramo d’azienda «films», compreso lo stabilimento ex Caleppiovinil di Ossana comprato solo nel 2005.

«L’avviso - dice Mario Cerutti della Cgil - è stato dato ai lavoratori, ma prima della fine del mese non dovrebbe partire la procedura di routine che si apre in questi casi. Ci auguriamo che subito dopo si possa capire un po’ meglio dell’operazione e soprattutto avere delle garanzie per l’occupazione. Non ci nascondiamo una certa preoccupazione, com’è ovvio in questi casi: possiamo essere di fronte a una grossa opportunità per il territorio, ma anche a un grosso rischio».

L’azienda di Ossana impiega una settantina di lavoratori e gode di buona salute. Certo, ha risentito della crisi internazionale, ma non è mai ricorsa a cassa integrazione e nemmeno al Fondo Olivi. Nel 2005 è stata prelevata dalla multinazionale Ineos la quale, non molto tempo fa, ha concentrato proprio in val di Sole tutto il business legato alla produzione di pellicole in Pvc e realizzazione di imballaggi del settore alimenti: volgarmente, scatolette di plastica per contenere alimenti, vaschette, eccetera. Si trattava di un’ottima notizia, perché questo aspetto dava maggiore solidità e garanzie occupazionali. E così è stato, nonostante il calo degli ordini conseguente alla crisi dei consumi. Ecco perché dopo quest’operazione, la cessione è arrivata inattesa. La Ineos ha motivato la scelta come una decisione strategica di dismissione dello specifico ramo d’azienda per occuparsi d’altro.

A prelevare il pacchetto - per 100 milioni di euro - è arrivata la Bilcare, azienda che ha il suo core business nella ricerca di imballaggi farmaceutici, ma che ora pare abbia deciso di dedicarsi anche alla produzione, rilevando il settore «films» della Ineos che conta stabilimenti in Italia, in Germania e nel Regno Unito. La multinazionale è quotata alla borsa di Bombay e vanta parecchio credito nel campo della ricerca.

«Questo potrebbe essere un aspetto molto interessante - dice Cerutti - perché in effetti potrebbe portare nella val di Sole un’opportunità di primo livello accanto all’aspetto strettamente produttivo. Però al momento non abbiamo alcun tipo di informazione, e come sempre accade in assenza di notizie chiare c’è molta preoccupazione. Le ipotesi si rincorrono, soprattutto rilevando che un’azienda indiana di sicuro non arriva in Trentino per abbattere i costi di produzione. Ci auguriamo che dietro vi sia un progetto di ampio respiro e di garanzia occupazionale. Ai primi di settembre speriamo di saperne di più».

5 agosto 2010 

 

 

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