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Poste Italiane. Accordo tra azienda e sindacati sul recapito

Portalettere in servizio da lunedì a venerdì. Tessari (Slc Cgil del Trentino): “92 esuberi in Trentino, Ma non perderanno il posto di lavoro”. Mobilità interna anche verso gli sportelli

Poste Italiane. Accordo tra azienda e sindacati sul recapito

Accordo a Roma tra Poste Italiane e le organizzazioni sindacali nazionali del settore sulla riorganizzazione del servizio recapito che non coprirà più sempre sei giorni della settimana, ma prevalentemente cinque. In pratica, dall'autunno prossimo – prima l'accordo dovrà essere ratificato dai lavoratori - i portalettere recapiteranno la posta dal lunedì al venerdì, con eccezioni solo per le aree metropolitane.

La nuova organizzazione del lavoro comporterà una riduzione delle zone di recapito che verrano accorpate per permettere agli addetti al recapito di completare il proprio orario di lavoro settimanale su cinque giorni. In Trentino la riduzione delle zone di recapito – oggi 453 – è stimata intorno al 10 percento.Ciò inevitabilmente comporterà delle eccedenze nell'organico del servizio postale. In tutta Italia si tratta di 5.850 esuberi, mentre in Trentino saranno 92 su un totale di circa 500 addetti. «Ma non ci saranno licenziamenti – spiega la sindacalista della Slc Cgil del Trentino, Daniela Tessari -. Fino ad oggi, e questo accordo conferma la prassi, l'azienda si è riorganizzata senza provvedere a licenziamenti collettivi. Il personale in eccedenza sul recapito seguirà dei percorsi di mobilità interna».

In Trentino come detto saranno 92 i lavoratori interessati alla riorganizzazione. 42 sono portalettere, 46 sono addetti alla logistica e ai trasporti, mentre i restanti 4 sono addetti alle lavorazioni interne. «A tutti questi lavoratori – conferma Tessari – verranno offerte soluzioni interne, anche a part time se ne faranno richiesta volontariamente. Inoltre abbiamo ottenuto che il personale in esubero possa essere riqualificato per andare a rinforzare gli sportelli postali, oggi sotto organico anche in Trentino, con un sovraccarico per il personale in servizio e inefficienze per l'utenza».

La riorganizzazione è stata giustificata da Poste Italiane con la necessità di rendersi più competitiva di fronte all'avvicinarsi della liberalizzazione del settore che dovrebbe andare pienamente a regime con il primo gennaio 2011. «Se a settembre i lavoratori daranno il loro ok – conclude Tessari – vigileremo sulla corretta applicazione dell'accordo. Soprattutto saremo attenti a verificare la bontà delle strategie di Poste Italiane e del Governo affinché un patrimonio fondamentale per il Paese come questa azienda venga messa davvero nelle condizioni di competere sul mercato liberalizzato, tutelando i lavoratori e aumentando la qualità dei servizi all'utenza».

27 luglio 2010

 

 

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