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Legge Commercio. Filcams: "Olivi sordo alle richieste dei lavoratori"

Olivi svicola sui temi delle aperture domenicali, non modifica l'impianto della legge e non accetta la richiesta di sospensiva che abbiamo proposto. Le dichiarazioni del segretario generale della Filcams, Ezio Casagranda

 

Dichiarazioni del segretario generale della Filcams Cgil del Trentino, Ezio Casagranda sulla legge sul commercio, appena varata dal Consiglio provinciale nelle sedute del 21 e 22 luglio 

 

Purtroppo dobbiamo riprendere atto che l'assessore Olivi è sordo alle richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali e cerca di “venderci” quanto già abbiamo. La consultazione dei sindacati sulle aperture domenicali da parte delle amministrazioni comunali.Voglio ricordare che tale è già prevista dall'attuale legge e quindi riproporlo mi è sembrato un atto dovuto, ma se questa norma se non è vincolante non serve a niente e rischia di fungere da copertura politica a scelte decise in altro loco.Quello che ci appare grave è il fatto che l'assessore Olivi non ha nemmeno raccolto la nostra proposta di sospendere l'iter della legge per avviare un “brain storm” (tempesta di cervelli) fra tutti i soggetti interessati (sindacati di categoria, associazioni datoriali, amministrazioni e assessore provinciale) per definire una proposta condivisa sulla riforma del commercio da presentare al consiglio antro fine anno.

Una scelta che nasconde, dietro ad una disponibilità formale, dove ognuno dice la sua ma le cose non cambiano, e la chiusura ad un confronto vero con le esigenze espresse dai lavoratori e dalle lavoratrici del settore e con le proposte delle organizzazioni sindacali. Un unico tavolo dove si confrontano congiuntamente le varie posizioni espresse dalle parti sociali e dalle pubbliche amministrazioni in quanto riteniamo che i problemi del settore non possono essere affrontati con le scorciatoie e le posizioni ideologiche sulla liberalizzazioni della domeniche ma nell'affrontare i nodi veri delle catene distributive, dei costi di esercizio fra i quali pesa fortemente il caro affitti che altro non è che il pizzo che i commercianti pagano alle speculazione.

La scelta di non sospendere l'iter della legge, con il rinvio in commissione, conferma la volontà dell'assessore di mantenere inalterato l'impianto liberista della legge. Infatti anche le modifiche apportate, seppur migliorative, non incrinano la natura di questa legge che nei fatti toglie ogni vincolo sociale all'impresa e porta altra linfa al proliferare dei centri commerciali.Come Filcams ribadiamo che la questione delle aperture domenicali e della gestione degli orari è fondamentale per definire la struttura del settore commerciale in Trentino. Oggi, le capacità di penetrazione nel mercato delle grande distribuzione e delle multinazionali dipende quasi esclusivamente dalle aperture domenicali. Esse, infatti rappresentano lo strumento di drenaggio delle clientela dei piccoli negozi i quali non possono, anche per vincoli fisici, reggere una concorrenza di aperture domenicali continuative.

Che poi si tratti di 7 o 9 mesi all'anno la cosa non cambia la situazione, eventualmente allunga di qualche anno l'agonia dei piccoli commercianti.Questa consapevolezza è emersa con forza, anche all'interno dei dettaglianti, nel caso del centro commerciale di Lavis. Purtroppo dobbiamo constatare la scarsa sensibilità dell'assessore Olivi su questa partita.La stessa cosa si può rilevare per le realtà turistiche di Pergine, Borgo Valsugana e Mori, che l'assessore prende a scusante per omologare a queste realtà anche il resto del Trentino non turistico. I loro centri storici sono risultati svuotati tanto che i negozi restano chiusi nelle giornate di domenica.

22 luglio 2010

 

 

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