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Legge commercio. Il no della Filcams alle aperture domenicali

Questa mattina, I lavoratori del commercio hanno voluto manifestare davanti alla Provincia di Trento il loro dissenso nei confronti della proposta di legge dell’Assessore Olivi riguardante la “riforma del commercio”. Una legge che come sindacato abbiamo definito ultraliberista in materia di partire domenicali in quanto lascia nelle mani delle aziende la completa gestione delle aperture domenicali.Nessuna delle proposta avanzate, unitariamente, dalle tre sigle sindacali è stata fatta propria dall’Assessore Olivi e questo dimostra che nella realtà non si è voluto tenere in considerazione le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali ma solo quelle delle aziende, o meglio della grande distribuzione e delle multinazionali.

Una legge che nella premessa si prefigge di limitare l’insediamento dei grandi centro commerciali, ma nei fatti, attraverso la liberalizzazione degli orari (giornaliero) e della aperture domenicali porterà nuova linfa alle politiche commerciali delle multinazionali del settore e di conseguenza penalizzando il commercio al dettaglio e svuotando i centri storici dai piccoli negozi tradizionali di vicinato.Questa mattina, abbiamo chiesto ed ottenuto la sospensione del consiglio e l’incontro con i capigruppo e lo stesso Assessore Olivi, per poter illustra a viva voce, i motivi del nostro dissenso.Abbiamo sottolineato il fatto che il settore commerciale non è un servizio essenziale e quindi non può essere paragonato ad altri settori, come la sanità. Che le nostre proposte si facevano carico di garantire sia un servizio efficiente che la tutela dei diritti dei lavoratori, del riposo domenicale e di condizioni di lavoro compatibili con le esigenze personali e della famiglia. Che, mentre si chiede di lavorare la domenica, gli estensori della legge non si sono preoccupati di garantire i servizi, come trasporti e asili che sono garantiti durante la settimana.

Abbiamo rilavato che per quanto riguarda i centri commerciali la legge è in forte in quanto si interviene “quanto i buoi sono usciti dalla stalla” come nel caso di Lavis e Mori. Abbiamo fato presente che le esperienze di Pergine e di Borgo Valsugana dimostrano che le aperture domenicali hanno favorito solo i centri commerciali (Shop Center e Le valli) a discapito dei negozi del centro storico e quelli tradizionali presenti nei piccoli paesi della valle.Abbiamo ribadito che i problemi del settore non si possono affrontare con le vecchie ricette liberiste delle aperture domenicali, in quanto fallimentari e attualmente messe in discussione anche nel Veneto e nel Friuli, ma attraverso un rilancio del confronto fra le parti sociali che partendo dalla stipula del contratto provinciale sappia individuare, unitamente ai comuni, le modalità, il numero di aperture, gli orari, i trattamenti economici per i dipendenti, il diritto ai recuperi ecc. in modo che le aperture domenicali diventino momento di coinvolgimento della città e non un semplice opportunità di shopping.Le aperture durante il festival dell’economia hanno dimostrato che al turista poco importa delle aperture dei negozi. Infatti solo l’1%(UNO) dei visitatori del festival ha fatto acquisti a Trento.

Come Sindacato abbiamo quindi chiesto all’Assessore Olivi ed ai capigruppo di sospendere l’iter della legge per avviare quel confronto fra le parti, che è mancato in questi mesi. Un confronto a tutto campo fra lavoratori, aziende e amministrazioni con l’obbiettivo di costruire una proposta condivisa ed utile al settore del commercio.Dall’Assessore ci attendiamo una risposta positiva alla richiesta di sospensiva della legge premesso che le opposizioni si sono pronunciate favorevolmente alla nostra proposta.

La Filcams Cgil del Trentino

21 luglio 2010

 

 

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