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Commercio. Approvata la legge, sindacati contrari

La protesta dei sindacati non ferma la legge. Aumentano le aperture domenicali, bloccati i centri commerciali. Emendamenti su contrattazione e servizi ai lavoratori 

Si è conclusa la discussione in Consiglio provinciale sulla riforma del commercio. Il disegno di legge - un testo unificato proposto dall'assessore Olivi e sottoscritto anche dal Pd con Mattia Civico e da Caterina Dominici del Patt, che avevano presentato altri due disegni di legge in materia - è stato approvato giovedì 22 luglio.

Secondo la presentazione che si legge sul sito del Consiglio provinciale, con questo disegno di legge - già approvato dalla competente commissione legislativa - «la Giunta si propone di rendere compatibile con le particolari caratteristiche ed esigenze del Trentino la direttiva Bolkenstein a favore della liberalizzazione del settore».

I sindacati contro
Le organizzazioni di categoria - Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - hanno presentato delle osservazioni al disegno di legge in cui puntavano a ridurre il numero di deroghe alle chiusure festive. E considerato il fatto che queste indicazioni non sono state recepite né dalla commissione, né dalla giunta, sono pronte a scendere sul piede di guerra.

Mrecoledì 22 luglio, all'avio della discussione sull'articolato, i sindacati hanno organizzato un presidio di tutte le lavoratrici e lavoratori del commercio in piazza dante sotto la sede del Consiglio provinciale. Si è aperto un dialogo tra sindacati, lavoratori e consiglieri provinciali.

Dopo gli interventi di Casagranda (Cgil), Agostini (Cisl) e Largher (Uil), l'assessore ha rivendicato le ragioni della legge aprendo ad alcune richieste sindacali. Ma per la Filcams Cgil tutto questo non è sufficiente per rivedere il giudizio - fortemente negativo - sulla legge e sull'estensione delle aperture festive in particolare.

Gli articoli (dal sito del Consiglio)
Sull'articolo 22 (comuni ad economia turistica e ad attrazione commerciale) il dialogo tra opposizioni e Giunta ha prodotto quella che l'assessore Olivi ha voluto precisare "una mediazione non meramente tecnica". La Giunta ha infatti presentato un emendamento che introduce la distinzione di comuni "ad alta o media" attrazione commerciale e che limita l'estensione dei periodi ad orario prolungato, inserendo il limite di sette mesi per i comuni a media attrazione commerciale. La disponibilità della Giunta, apprezzata nell'intervento della consigliera Penasa, ha portato la Lega Nord a ritirare tutti e quattro gli emendamenti all'articolo 22.

Durante la discussione il consigliere Dorigatti ha ricordato le proprie perplessità sull'ampliamento di aperture ed orari, ricordando di aver presentato (e poi ritirato) in commissione un emendamento poi confluito nell'ordine del giorno n. 3 votato a larga maggioranza in mattinata; la Giunta si impegna ad aprire un tavolo entro settembre con sindacati e associazioni di imprese per definire il regolamento attuativo e avviare la contrattazione di secondo livello per definire orari e aperture domenicali. Dalle file del PD è stato presentato l'emendamento a firma di Sara Ferrari (approvato) che prevede che i comuni effettuino una valutazione dei servizi di conciliazione famiglia-lavoro, e promuovano un potenziamento dei servizi coinvolgendo anche le imprese.

Per estendere la possibilità di apertura nei comuni turistici fino alle 23.30 (e non solo fino alle 22.30) il consigliere Marco Sembenotti ha presentato un emendamento all'articolo 23, sostenuto anche dall'intervento del consigliere Ottobre che ha sottolineato come tale previsione sia importante per garantire l'afflusso turistico giovanile nella zona dell'Alto Garda. L'emendamento è stato approvato con 19 voti a favore, 4 contrari e 5 astenuti.

Bocciati invece gli emendamenti della Lega, sia quello che sostituiva in toto l'articolo sia quello che estendeva l'orario di apertura nei giorni infrasettimanali, anticipandolo e posticipandolo di un'ora.
 

L'articolo 24 sulle aperture domenicali è stato approvato, dopo la bocciatura degli emendamenti delle opposizioni, con 16 voti a favore, 8 no e 1 astenuto. Le deroghe alle chiusure domenicali valgono: nei comuni a economia turistica per tutto il periodo, nei comuni ad attrazione commerciale secondo quanto stabilito dall'articolo 22 e per gli altri comuni nel mese di dicembre e in 4 altre domeniche nel corso dell'anno.

L'articolo 25 è stato approvato dopo l'accoglimento di un emendamento a firma del consigliere Dorigatti, sull'impegno della Giunta a favorire il confronto tra le organizzazioni sindacali per definire modalità omogenee di trattamento dei lavoratori con riferimento ad orari e aperture.

L'articolo 72, che disciplina fra l'altro anche i centri commerciali, introduce una cerniera normativa fra il vecchio e il nuovo regime attraverso tre fasi che hanno come obiettivo il riordino complessivo ed organico dell'intero comparto in armonia con norme e direttive in materia e finalizzate ad assicurare uno viluppo equilibrato del territorio.

Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, la Giunta approverà una deliberazione recante i criteri di programmazione urbanistica del settore commerciale.
Prima di quella data non vi saranno nuove realizzazioni, tranne nei casi ove esista già la richiesta di autorizzazione secondo la disciplina vigente. Con la terza fase infine (un anno) si provvederà a fissare un contingente complessivo studiato sul grado di sopportabilità del territorio.

 

23 luglio 2010 

 

 

 

 

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