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L'Arcivescovile non è in crisi, ma licenzia le dieci bidelle

di Nicola Guarnieri, l'Adige del 10 luglio 2010 

Una scuola privata che funziona, che incrementa il numero di studenti ogni anno e che, soprattutto, ha percepito dall'ente pubblico, nell'anno in corso, quasi 13 milioni di euro. In più è un istituto cattolico, l'Arcivescovile per essere chiari,ma che stavolta è entrato a gamba tesa sui diritti dei lavoratori. E non certo sugli insegnanti, indispensabili per un centro di formazione, ma sui bidelli.

Il fulmine a ciel sereno ha incenerito l'estate di dieci ausiliarie del Lia di corso Bettini. La scuola, che ha preso il posto delle Dame Inglesi, ha deciso di esternalizzare il servizio di pulizia e le mansioni degli inservienti per evitare le gabbie sindacali. La data del benservito, in verità, non è ancora stata fissata visto che, per il momento, a Cgil e Cisl è arrivata solo una copia della lettera di licenziamento collettivo che sarà ufficiale quando avrà le sembianze di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Ma questo, di fronte allo choc incassato dalle dipendenti, sembra solo un dettaglio. Il fatto, di suo, è grave e i dieci bidelli «tagliati» hanno saputo la notizia proprio dai sindacalisti e non, nonostante lo incontrino tutti giorni, dal rettore don Bruno Tomasi. L'esubero annunciato, per ora, è solo su Rovereto e non riguarda la sede di Trento. «È una ritorsione bella e buona - tuonano in coro Giulia Bertoldi e Cinzia Mazzacca della Cgil e Stefania Galli della Cisl - perché due anni fa abbiamo chiesto di riorganizzare il lavoro e l'Arcivescovile, per tutta risposta, ha deciso di licenziare. In questo modo sarà difficile avere la solidarietà dei colleghi trentini perché rischierebbero pure loro il posto. Per noi, comunque, è un atto illegittimo e abbiamo già interessato l'ufficio legale».

Fin da subito, comunque, è stato proclamato lo stato di agitazione che, se non si caverà un ragno da un buco in un prossimo incontro, sfocerà in sciopero. Le altre due mosse messe in cantiere dai sindacati e dai lavoratori sono una visita formale e in massa in Curia dal vescovo Bressan e in Provincia dal presidente Dellai e dall'assessore Dalmaso. «È davvero assurdo: non c'è crisi, la scuola va bene, si assumono insegnanti ma si licenziano i bidelli per esternalizzare il servizio.

Si tratta di persone con 20-25 anni di anzianità e quindi nemmeno pensionabili. È questo il messaggio cristiano? Consegneremo al rettore il compendio della dottrina sociale della Chiesa dove si parla di lavoro. Spiace venire a sapere che questi preti non lo conoscono, spiace davvero».

10 luglio 2010 

 

 

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