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25° Congresso Fiom Cgil: "Contratto e democrazia"

Milena Demozzi segretaria generale

25° Congresso Fiom Cgil: Con 36 voti a favore ed una scheda bianca Milena Demozzi è stata confermata segretaria generale della Fiom Cgil del Trentino. L'elezione è avvenuta nel tardo pomeriggio di oggi a conclusione del venticinquesimo congresso provinciale della federazione sindacale dei metalmeccanici. Questo il documento finale approvato dal congresso all'unanimità: La Fiom è stata protagonista nel movimento contro la guerra e per la pace, partecipando attivamente alle mobilitazioni contro l'ideologia aberrante della guerra preventiva e contro l'invasione dell'Iraq. Fin dall'inizio abbiamo espresso la nostra opposizione alla partecipazione dell'Italia all'aggressione militare, portata in aperta violazione dell'art.11 della nostra Costituzione. Il drammatico precipitare della guerra con il suo intollerabile peso di morte e di violenza, che colpisce soprattutto la popolazione civile, l'utilizzo di armi chimiche di distruzione di massa (come a Falluja), rende perfino offensivo il richiamo alla missione umanitaria. La tragedia è sotto gli occhi di tutti, nonostante l'osceno tentativo operato dalle forze occupanti di oscurare l'informazione, impedendo l'accesso alle zone di guerra agli inviati dei mass media indipendenti. Pace e democrazia, autonomia e indipendenza sono valori fondamentali e costitutivi della nostra azione sindacale; coerenti con la nostra storia da sempre ispirata alla difesa della dignità e della libertà dei lavoratori e dei cittadini contro i meccanismi di sfruttamento. Da Genova abbiamo scelto di far parte del movimento antiliberista e con le lotte di questi anni abbiamo concretamente contrastato la politica economica e sociale del liberismo, che in nome della supremazia dell'impresa e del mercato mira a ridurre il lavoro a merce, cancellando diritti e tutele. Coerentemente con queste impostazioni, la Fiom del Trentino è solidale è vicina alla lotta che le popolazioni della Val di Susa stanno affrontando con metodi democratici e di totale coinvolgimento dei cittadini, contrari al modello dell'alta velocità e alla conseguente devastazione ambientale che tale progetto comporta. Ancora una volta il governo ha risposto unicamente con una ingiustificata aggressione delle forze dell'ordine. Più di un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori metalmeccanici stanno aspettando da ormai un anno il rinnovo del Ccnl. A fronte di posizioni sprezzanti e di completa chiusura di Federmeccanica, abbiamo realizzato quasi 50 ore di sciopero. La Fiom del Trentino ribadisce l' assoluta contrarietà ad uno scambio diritti – salario e rivendica la centralità del potere contrattuale sull'organizzazione del lavoro da parte dell'Rsu e ribadisce con fermezza i contenuti della piattaforma votata dalla stragrande maggioranza delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici. Al fine di ottenere un contratto dignitoso, la Fiom del Trentino impegna la propria struttura a mettere in campo tutte le iniziative d'informazione e di coinvolgimento dei lavoratori, in quanto unici titolari della contrattazione. Il tema del rilancio di una forte iniziativa sociale contro le politiche neoliberiste è al centro del dibattito che ha animato questo congresso. Il congresso della Fiom del Trentino, partendo dai risultati dei congressi di fabbrica, hanno visto un'ampia adesione delle lavoratrici e dei lavoratori al documento “Riprogettare il Paese. Lavoro, saperi, diritti, libertà”, con una quasi totale adesione alle tesi “Le politiche contrattuali” e “La partecipazione quale asse strategico per riprogettare il Paese e i valori della confederalità, dell'autonomia, dell'unità” presentate dal Segretario Generale della Fiom Gianni Rinaldini. La Fiom del Trentino assume la relazione introduttiva e i contenuti emersi dal dibattito oltre che confermare la posizione assunta nel congresso Fiom dell'anno passato. Di conseguenza il congresso impegna la Fiom del Trentino a realizzare e a tradurre in iniziativa sindacale le linee contrattuali emersi dalla discussione congressuale: - rafforzando ed estendendo la contrattazione aziendale ed iniziative mirate alla conquista del rinnovo del CCNL; - perseguendo l'obiettivo dell'unità sindacale come risultato della pratica democratica fondata sul voto dei lavoratori, attraverso i referendum su piatta forme e accordi; - ampliando la capacità organizzativa e di rappresentanza, attraverso una nuova sindacalizzazione e l'estensione della contrattazione ai luoghi di lavoro dove oggi non è esercitata, garantendo pienezza di diritti e di tutele anche ai lavoratori che subiscono le tipologie contrattuali variamente precarie. Anche in Trentino la precarietà si concretizza non solo nelle forme di lavoro previste dalla legge 30 che rischia di sviluppare un processo di precarizzazione di massa che riguarda l'insieme del mondo produttivo. Ristrutturazioni e terziarizzazione, delocalizzazione e appalti, chiusura delle fabbriche – soprattutto nella Vallagarina, ma anche in talune zone periferiche – colpiscono tutto il mondo del lavoro e si traducono in un peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro con un sensibile aumento di infortuni oltre che una forte, diffusa e concreta percezione di insicurezza sociale. Assistiamo anche nella nostra provincia ad un fenomeno preoccupante di pesanti attacchi e richieste di scambio improprio tra presunta garanzia del posto di lavoro e cancellazione di diritti acquisiti o richieste di doppi regimi contrattuali da applicarsi tra vecchi e nuovi lavoratori. L'industria metalmeccanica trentina, fa registrare situazioni di pesante sofferenza e di preoccupante tendenza alla perdita di competitività, determinata dalle insufficienti dimensioni aziendali e dai gravi ritardi nei processi di innovazione, che fanno temere un orizzonte di pericoloso declino, dettato da segnali concreti non ultimo il caso Merloni, soprattutto in mancanza di una incisiva politica per uno sviluppo di elevata qualità tecnologica e sociale e di sostenibilità ambientale. Ne l'arretramento del settore industriale, mai contrastato da un'efficace politica industriale che inutilmente rivendichiamo da anni, può essere compensato. Sul terreno della riproducibilità della ricchezza sociale, dei livelli occupazionali e della qualità sociale, dal pur rilevante ruolo svolto nell'economia provinciale da altri comparti produttivi, spesso attraversati da tendenze speculative. La difesa del patrimonio industriale, dei livelli occupazionali, il mantenimento dei diritti e dei salari dei lavoratori e delle lavoratrici sono un impegno prioritario per la Fiom del Trentino che vuole, attraverso questa strada, impedire il declino industriale e salvaguardare il patrimonio produttivo e professionale di una realtà fondamenta per il sistema economico provinciale. Per il raggiungimento di questi obiettivi la Fiom si impegna a sviluppare un'iniziativa rigorosa ed incisiva, utilizzando tutti gli strumenti dell'azione sindacale, comprese le forme, anche innovative, di conflitto sociale, per contrastare le tendenze alla precarietà, richiedendo alle istituzioni di governo provinciale la non applicazione della legge 30, che teorizza e pratica la scelta della precarizzazione di massa; pretendendo una politica industriale coerentemente rivolta alla ricerca e all'innovazione e al sostegno del lavoro di qualità; rivendicando la realizzazione di politiche sociali che estendano i diritti di cittadinanza a tutti i cittadini, italiani e stranieri. Su questo terreno di azione per la dignità e la libertà dei lavoratori e dei cittadini, la Fiom del Trentino chiama all'iniziativa tutta la Cgil del Trentino per costruire un sistema di relazioni sociali con le imprese che riconosca il lavoro come valore fondamentale per la persona e per lo sviluppo della società. 16 dicembre 2005

 

 

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