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Fiavè. Montani (Flai Cgil): “Mozzarelle blu, tegola che non ci voleva

Per il sindacato dell'agroindustria serve un intervento immediato per ridare credibilità al prodotto. Montani: “Preoccupati per eventuali risvolti occupazionali per il fermo produttivo” 

Dichiarazioni di Stefano Montani, segretario generale della Flai Cgil del Trentino

«La scoperta delle famigerate mozzarelle blu anche tra i prodotti del caseificio Pinzolo Fiavè è una tegola che piove sull'intero settore lattiero-caseario del Trentino in un momento molto delicato, visto che sono in atto difficili operazioni di consolidamento e riorganizzazione produttiva su tutto il territorio provinciale. Insomma, non ci voleva proprio.Dalle informazioni in nostro possesso, né la materia prima, né le modalità di produzione della mozzarella sono le cause dirette del fenomeno.

Quello che è indispensabile, è allora cercare di eliminare alla radice il problema del batterio responsabile della anomala pigmentazione del prodotto. L'operazione deve essere svolta in tempi rapidissimi per restituire agli occhi dei consumatori la credibilità che merita l'intera produzione del consorzio Pinzolo Fiavè e tutto il suo indotto, dall'allevamento alla commercializzazione.

Siamo preoccupati che questo grave inconveniente possa avere risvolti negativi sulla tenuta occupazionale, a fronte di un possibile fermo produttivo. Per questo bisogna fare in fretta e bene. Come abbiamo fatto e continueremo a fare anche rispetto alle ipotesi di fusione tra Fiavé e Latte Trento, lavoreremo affinché le scelte aziendali non producano ulteriori e insostenibili conseguenze negative sui livelli occupazionali. Per noi sarebbe inaccettabile dopo i sacrifici già imposti a lavoratori nei mesi scorsi».

5 luglio 2010

 

 

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