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Lavoro nero. Burli: “Maggiori controlli e più ammortizzatori”

1.260 lavoratori irregolari scovati dalle Fiamme Gialle in Trentino nei primi cinque mesi dell'anno, con un più 53% rispetto allo stesso periodo del 2009. Burli plaude all'impegno della Guardia di Finanza e dell'Age

«La piaga del lavoro nero va combattuta giorno per giorno. La crisi, da un lato, rischia di spingere le aziende ad utilizzare manodopera irregolare per abbassare i costi e mantenere il proprio mercato e, dall'altro, può indurre i lavoratori, privi di alternative, ad accettare impieghi senza alcuna copertura contrattuale. Ma il gioco non vale la candela. Neppure la crisi può rappresentare una giustificazione al lavoro nero». Sono le parole del segretario generale della Cgil del Trentino, Paolo Burli, a commento dei dati sull'attività della Guardia di Finanza in Trentino illustrati ieri dal generale Francesco Attardi, a Trento per celebrare i 236 anni dalla fondazione del corpo.

Nei primi cinque mesi dell'anno, le Fiamme Gialle hanno scovato ben 1.230 lavoratori irregolari, il 53% in più dello stesso periodo del 2009. Di questi circa il 60% sono lavoratori completamente in nero, privi quindi di ogni minima tutela.«Sarebbe utile – aggiunge il segretario della Cgil del Trentino – conoscere i dati disaggregati per settore. Quello che si osserva troppo spesso in Trentino, almeno in base ai risultati dell'attività ispettiva del Servizio lavoro della Provincia, è la presenza di lavoro irregolare, tra l'altro, nei settori del turismo, dei servizi e dell'edilizia.

Per sconfiggere questa piaga bisogna migliorare e potenziare i controlli degli organi di vigilanza e qualificare il sistema degli ammortizzatori sociali, sia sul versante dei sostegni economici, sia su quello dei servizi ai lavoratori. L'obbiettivo è quello di far sì che i periodi di disoccupazione siano sfruttati appieno per riqualificarsi e immettersi nuovamente nel mercato del lavoro. Su questo versante stiamo lavorando insieme alla Provincia affinché, dopo gli importanti interventi anticrisi già attivati, si dia sostanza alla delega strappata al Governo e venga garantito al Trentino un moderno sistema di ammortizzatori sociali».

Burli chiude con un plauso all'impegno delle Fiamme Gialle e una nota polemica verso il Governo nazionale. «Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate – ricorda il segretario della Cgil del Trentino – operano quotidianamente a tutela delle aziende e dei contribuenti onesti, cercando di recuperare allo Stato risorse frodate da chi opera contro le leggi. Lo fanno ogni giorno con responsabilità e abnegazione. Non si capisce allora perché il Governo persevera sulla strada dei tagli e del blocco della contrattazione di primo e secondo livello. Se si vuole combattere davvero l'evasione fiscale e l'economia irregolare bisogna valorizzare chi è in trincea».

29 giugno 2010

 

 

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