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Occupazione. Ischia (Cgil): “Disoccupati al 5 percento”

L'Istat pubblica i dati sull'occupazione nel primo trimestre del 2010. Occupati a quota 229mila. Contrastanti i dati sull'industria manifatturiera, tiene il terziario. Buono il tasso di occupazione femminile, ma aumentano le disoccupate

Le stime Istat sia avvicinano ormai ai dati registrati dall'Agenzia del Lavoro in provincia. Lo testimonia il tasso di disoccupazione riferito al primo trimestre di quest'anno che ha raggiunto il 5 percento. E' un dato in peggioramento sia rispetto al trimestre precedente (4% a dicembre 2009) e rispetto a dodici mesi prima (3,9% a marzo 2009), anche se sicuramente migliore di quello registrato in Veneto (5,6%), Friuli (6,3%) ed Emilia Romagna (6,2%). Sono queste le prime considerazioni che si impongono leggendo i dati contenuti nel report trimestrale dell'Istat sulle forze di lavoro in Italia e in Trentino riferito ai primi tre mesi del 2010.

«Quest'andamento in Trentino – spiega Franco Ischia, responsabile del dipartimento industria e lavoro della Cgil - era già visibile nelle iscrizioni ai centri per l'impiego sul territorio provinciale. La preoccupazione resta quindi forte se nei prossimi mesi, alla scadenza dei periodi di cassa integrazione straordinaria, se l'economia non ripartisse e non venissero utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali, a partire dai contratti di solidarietà».

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Con un tasso di disoccupazione al 5 percento il Trentino si pone al terzo posto tra le Regioni con meno disoccupati dopo Val d'Aosta (3,2%) e Alto Adige (3,8%). Quest'ultima però registra un peggioramento rispetto all'anno precedente di ben 1,7 punti percentuali. In Trentino, la disoccupazione è invece salita su base annua dell'1,1%.Il tasso di occupazione si attesta intorno al 66,1%, due decimali di punto in più rispetto al marzo 2009, ma 4 in meno rispetto a dicembre. Nel primo trimestre di quest'anno il numero degli occupati si stabilizza attorno a quota 229mila, quasi lo stesso dato di dicembre 2009, ma con circa 3.400 occupati in più rispetto al marzo 2009.

Osservando i dati sulle forze di lavoro scomposte per settori emerge un quadro decisamente frastagliato. «I lavoratori dipendenti del settore secondario – spiega Ischia – calano di circa 2.300 unità rispetto alla rilevazione precedente e si attestano intorno ai 50mila addetti proprio come il primo trimestre 2009. Per quello che riguarda invece l'industria manifatturiera, con 36mila occupati la rilevazione campionaria dell'Istat a marzo 2010 registra una contrazione dei lavoratori dipendenti di circa 2.800 unità rispetto ai tre mesi precedenti, ma un saldo positivo di 1.900 posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2009».

Continua la lenta risalita degli addetti dei servizi, dopo che a settembre 2009 rispetto a giugno 2009 l'Istat aveva rilevato un'emorragia di ben 7mila posti di lavoro. Nel terziario sono occupati 159mila lavoratori (con un saldo positivo nel trimestre di circa 1.800 posti di lavoro) un dato pressoché identico a quello di dodici mesi prima. In generale, nel mercato del lavoro trentino, a marzo i lavoratori dipendenti sono circa 178mila lavoratori dipendenti (-1.000 posti di lavoro sul trimestre e stabili su base annua) e 51mila lavoratori indipendenti.

Tiene infine il tasso di occupazione femminile che passa dal 58,1% di dicembre 2009 al 58% di marzo 2010, mentre dodici mesi prima era al 57%. In termini assoluti le donne occupate sono circa 98mila. Nonostante questo, a fronte di un aumento delle donne disponibili al lavoro, si registra un innalzamento del tasso di disoccupazione femminile che sale dal 4,7% del quarto trimestre 2009 al 5,9% del primo trimestre di quest'anno mentre nel dicembre 2008 le disoccupate erano il 5,4%.

«Dalla rilevazione campionaria dell'Istat – conclude Ischia – emerge che i fondamentali del mercato del lavoro sono in deterioramento rispetto a tre mesi fa. I prossimi mesi saranno quindi decisivi per comprendere il reale andamento della crisi e i suoi riflessi sulle dinamiche occupazionali, soprattutto nel comparto manifatturiero dove per numerose imprese scadranno i termini della cassa integrazione straordinaria. Per evitare emorragie occupazionali in questo settore è importante utilizzare i contratti di solidarietà che la Provincia, tramite Agenzia per il Lavoro, ha deciso di incentivare garantendo un contributo una tantum di 2.600 euro per ogni posto di lavoro salvato grazie alla riduzione di orario contrattata».

24 giugno 2010

 

 

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