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Coop sociali. Fp Cgil e Fisascat Cisl: “Aumenti miseri”

Lunedì 21 giugno ultimo incontro per il rinnovo dell'integrativo provinciale, scaduto da 18 mesi. Pochi spiccioli per i 3.500 addetti delle coop sociali. In autunno assemblea di tutti i lavoratori

Coop sociali. Fp Cgil e Fisascat Cisl: “Aumenti miseri”

Sei euro e mezzo al mese di aumento sull'integrativo provinciale. Lordi e a rate. E' questa la misera proposta della Federazione trentina delle cooperative per il rinnovo del contratto provinciale delle cooperative sociali. Lunedì scorso, durante l'ultimo tavolo di trattativa, ogni tentativo delle organizzazioni sindacali di categoria - la Fp Cgil e la Fisascat Cisl - di portare un aumento mensile che recuperi quanto perso rispetto al contratto nazionale, anche quello scaduto peraltro, è stato vano. "Buon appetito" è stata la risposta della delegazione di via Segantini, capitanata da Michele Odorizzi, alle richieste sindacali subito prima che la stessa lasciasse il tavolo della trattativa.

«Ai 3.500 addetti delle coop sociali – spiegano Michele Olivieri (Fp Cgil) e Giovanni Agostini (Fisascat Cisl) –, dopo ben 18 mesi di vacanza contrattuale, la Cooperazione offre solo pochi spiccioli, praticamente un'elemosina. Abbiamo la sensazione che per via Segantini il contratto provinciale sia solo un fastidio. Per le lavoratrici e i lavoratori del settore e per le nostre organizzazioni l'integrativo è invece una conquista e uno strumento irrinunciabile per qualificare il lavoro nel settore socioassistenziale».Fino al 2002 in Trentino veniva applicato semplicemente un contratto provinciale. Quell'anno le coop decisero di passare al contratto nazionale e di pareggiare i trattamenti economici e normativi del contratto precedente introducendo anche un contratto integrativo territoriale di secondo livello. Oggi le 75 coop del settore garantiscano ad un lavoratore al 4° livello a tempo pieno circa 1.200 euro lordi al mese da contratto nazionale, ai quali si aggiungono i circa 200 euro mensili previsti dall'integrativo provinciale.

«Si tratta di cifre ancora oggi del tutto inadeguate – continuano Olivieri e Agostini – soprattutto a fronte del prezioso servizio che offrono alla comunità e al sistema di welfare provinciale. Per questo chiediamo aumenti più sostanziosi a livello locale. Tra l'altro non si può pubblicamente inneggiare alla specialità del Trentino, ai valori solidaristici della nostra comunità e all'importanza del cooperativismo nel tessuto economico e sociale locale e poi smentire, nei fatti, tutto quanto proponendo aumenti così irrisori per il contratto provinciale.

Fp Cgil e Fisascat Cisl si preparano ad ingaggiare una nuova battaglia con via Segantini. «Successe già nella primavera del 2008 – ricordano Olivieri e Agostini – quando in gioco c'era il rinnovo del contratto nazionale. Nelle prossime settimane, sentite le lavoratrici e i lavoratori, proclameremo lo stato di agitazione, quindi convocheremo gli stati generali del settore, chiamando in assemblea tutti i lavoratori».

23 giugno 2010

 

 

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