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Cori e bande. Burli (Cgil): “Tagliare le spese superbe per investire in cultura”

 

 

618 mila euro non sono pochi. Non lo sono in generale, ma a maggior ragione diventano una cifra considerevole in una fase in cui si impone un ridimensionamento della spesa pubblica anche a causa della recessione in atto.

 

“Investire nella cultura è sempre importante per una comunità. Ma stanziare oltre 600 mila euro per rinnovare le divise di bande, cori e gruppi folcloristici ci sembra del tutto fuori luogo, in questo momento di crisi economica”, sostiene il segretario generale della CGIL del Trentino, Paolo Burli. “Non saremo certo noi a chiedere che vengano tagliati i fondi per spettacoli ed eventi culturali. Ma serve grandissima sobrietà soprattutto quando si parla di spese non essenziali come quelle per le divise” prosegue Burli.

“E’ davvero necessario che la Provincia non solo cominci a selezionare in modo più attento gli ambiti di spesa, ma che riesca ad attivare quelle risorse del volontariato che possono sopperire ad un’inevitabile riduzione dell’intervento pubblico. In sostanza, ben vengano i contributi per sostenere le produzioni culturali, ma non si può continuare a dare per scontate le risorse per maglioncini e pantaloni alla zuava”.

22 giugno 2010

 

 

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