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Sciopero. Il 25 giugno in piazza a Trento, Cles e Storo

Contro una manovra correttiva iniqua e depressiva venerdi 25 giugno di nuovo sciopero generale. Puniti lavoratori pubblici e del privato. La Cgil chiede una vera lotta all'evasione fiscale

Sciopero. Il 25 giugno in piazza a Trento, Cles e Storo
Venerdì 25 giugno secondo sciopero generale in poco più di sei mesi. Questa volta nel mirino della Cgil c'è il recente decreto legge emanato dal Governo per correggere i conti pubblici e rientrare parzialmente dai deficit di bilancio. Per il sindacato di corso Italia la manovra del Governo è iniqua e sbagliata perché colpisce il lavoro pubblico e quello privato, deprimendo ancora di più il Paese alle prese con una crisi economica di cui ancora non si vede la fine.

Per questo motivo la Cgil, ancora una volta da sola, ha proclamato lo sciopero generale. Da sola ma assieme a milioni di lavoratori e pensionati in Italia che reclamano politiche di sviluppo e di welfare da Paese europeo. La Cgil sostiene la necessità di correggere i conti pubblici e dare stabilità al bilancio dello Stato. Contesta però le misure adottate dal Governo nel decreto legge 78 che scarica sui lavoratori dipendenti del pubblico e del privato la maggior parte dei costi. 

Saranno infatti bloccati i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici, mentre verrà innalzata di fatto l'età della pensione a tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani considerato che per ricevere l'assegno previdenziale dovranno passare almeno dodici mesi dalla maturazione del diritto alla pensione. A ciò si aggiunge il taglio di molte risorse destinate a finanziare i servizi erogati alle famiglie e ai cittadini dalle Regioni e dagli enti locali.

Per la Cgil sono prioritari provvedimenti alternativi: la tassazione sulle rendite finanziare e sui grandi ricchi, in primo luogo, visto che l'Italia è uno dei Paesi più diseguali in Ueropa sul fronte della distribuzione dei redditi. Poi una seria lotta all'economia sommersa e all'evasione fiscale, che potrebbe garantire risorse fondamentali per il rietro dal deficit. Invece il Parlamento, su iniziativa della maggioranza di Governo, sta pensando a reintrodurre l'ennesimo condono edilizio.
 
Lo sciopero verrà articolato in due modi. Per i settori pubblici l'astensione dal lavoro coprirà 8 ore o l'intera giornata di lavoro. Per i settori del privato le ore di sciopero sono 4 alla fine di ogni turno, ma molte categorie - commercio e metalmeccanici in testa - hanno optato per tutto il giorno o l'intero turno di lavoro.Nonostante il Trentino sia toccato solo di striscio dalle misure del Governo (le finanze dell'Autonomia non sono coinvolte nel taglio ai trasferimenti verso le Regioni e ancora non è detto che il blocco dei contratti valga anche in Provincia), la Cgil del Trentino ha deciso di sostenere con forza le ragioni della protesta.

Verranno quindi organizzati tre presidi sul territorio, a Trento (di fronte al Palazzo del Governo), a Cles (in corso Dante davanti al Municipio) e a Storo (in piazza Europa di fronte alla sede del Comune).Il 25 giugno anche il Trentino vuole testimoniare la propria solidarietà col resto del Paese e rilanciare il proprio monico affinché il rigore finanziario si accompagni sempre all'equità e alla sostenibilità sociale. 

21 giugno 2010

 

 

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