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Primo maggio. Serve uno statuto delle forze di lavoro

Cgil Cisl Uil del Trentino, insieme all'Università di Trento, premiano le migliori lauree sul lavoro. Poi il dibattito sui quarant'anni dello Statuto dei lavoratori con Giorgio Benvenuto, Marcello Pedrazzoli e Ricca

"A quarant'anni dall'approvazione dello Statuto dei lavoratori, la legge italiana più importante dopo la Costituzione, oggi serve uno Statuto di chi è forza lavoro, ossia il lavoro lo vuole e lo cerca, non solo di chi ce l'ha". Con questa provocazione il professor Marcello Pedrazzoli, docente di diritto del lavoro a Bologna, ha rilanciato il tema dell'estensione degli ammortizzatori sociali e della tutela dei lavoratori, in primo luogo i precari, nei periodi di non impiego. L'occasione è stata fornita dal dibattito sulla legge 300, organizzato da Cgil Cisl Uil del Trentino e dall'Università di Trento, in occasione dell'annuale premio alle migliori lauree sul mondo del lavoro.

Alla provocazione di Pedrazzoli, non si è sottratto Giorgio Benvenuto, già segretario generale della Uil nazionale fino al 1992, che alla facoltà di Giurisprudenza di Trento ha dialogato sull'attualità dello Statuto con il professor Riccardo Salomone e lo stesso Pedrazzoli.
«Lo Statuto dei lavoratori - ha ammesso l'ex sindacalista - mostra qualche ruga. Ma in questo campo non esistono riforme a costo zero», sottintendendo che per risolvere una volta per tutte la questione delle tutele di chi perde il lavoro, il Governo dovrebbe stanziare risorse significative.

 
Lo Statuto dei Lavoratori, nato quarant'anni fa sulla spinta delle lotte sindacali e della contestazione studentesca, colmava un vuoto nel diritto italiano che non garantiva la democrazia sui posti di lavoro, né tutelava le opinioni dei singoli lavoratori. Ma quello era il tempo del miracolo economico e della piena occupazione. «Oggi le cose sono cambiate - ha ribadito Pedrazzoli -. Dobbiamo pensare a chi resta disoccupato, a chi è precario, alla discontinuità tra lavoro e lavoro».
Un compito arduo quello della tutela di tutti i lavoratori che però la Provincia di Trento, grazie alla delega sugli ammortizzatori sociali, vuole assolvere fino in fondo. «Capire fino dove estendere gli ammortizzatori - ha detto il giurista rispondendo ad una domanda del pubblico - dipende sostanzialmente dalle risorse di cui si dispone». Ed intanto proprio venerdì la giunta dovrebbe varare le linee guida per l'esercizio della nuova delega.
 
Oltre al tema dell'attualità e delle possibili modifiche dello Statuto, il professor Salomone, ordinario di diritto del lavoro a Trento, ha introdotto anche la questione dell'unità dei sindacati, partendo dal presupposto che proprio la stagione dello Statuto dei lavoratori fu anche un periodo di forte iniziativa unitaria delle tre confederazioni sindacali. «Al sindacato in Italia - ha ammonito Benvenuto - serve sicuramente un'elaborazione comune. Se i sindacati vanno da soli, per quanto possano avere buone idee, sono destinati alla sconfitta».
 
Prima dell'avvio del dibattito, come ogni anno in concomitanza con la festa del Lavoro, sono state premiate le migliori tesi di laurea sul mondo del lavoro, selezionate da una commissione di docenti dell'Università di Trento. I segretari generali di Cgil, Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari hanno premiato quest'anno i lavori di Jessica Caovilla (Scienze Cognitive), Luca Montani (Giurisprudenza), David Sgarlata (Economia) e Daniela Veronese (Sociologia).

 

29 aprile 2010

 

 

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