NEWS

Manifattura, 64 in mobilità con l´incentivo

Di FRANCESCO TERRERI - TRENTO - Alla fine la mobilità è scattata per tutti i 64 lavoratori, per lo più donne, della ex Manifattura di Trento. Da oggi, conclusa la casa integrazione straordinaria che durava da 18 mesi, cessa il loro rapporto di lavoro con Lineapiù di Prato, la società controllante che a settembre ha incorporato la Manifattura. Nella lunga trattativa di ieri, i sindacati hanno strappato un incentivo all´esodo di 10.000 euro a persona, che verrà erogato in 12 rate insieme al trattamento di fine rapporto. «Non è una vittoria, è una soluzione che lascia l´amaro in bocca» commenta Fausto Francesconi della Uil che, insieme a Mariano Campana della Cgil e Corrado Dalvit della Cisl ha condotto la trattativa. Per l´assessore all´industria Marco Benedetti - presente all´incontro con il suo collega del Comune Maurizio Postal - «è un accordo che monetizza il disagio, ma non risolve il problema del lavoro». Delle due soluzioni occupazionali ipotizzate finora per 35 persone, resta in piedi solo la riapertura entro il 30 aprile 2006 di una piccola succursale della Lineapiù, sempre a Spini di Gardolo, che dovrebbe riassumere 20 addetti. Per essi, infatti, è prevista una soluzione transitoria: un anticipo di 1.000 euro lordi al mese finché non parte il pagamento della mobilità e poi, ad aprile, l´assunzione nella nuova attività o la prosecuzione della mobilità con lo stesso trattamento degli altri. Ma il capannone, che dovrebbe ospitare una filotorcitura, non è pronto. «Ci sono problemi non ancora risolti sull´erogazione dell´energia, sulle polveri e altro» dice Francesconi. Lineapiù sta uscendo da una fase difficile. Il 2004 si era chiuso con perdite per 3 milioni di euro. Nel primo semestre 2005 il rosso di bilancio si è ridotto a 777 mila euro, mentre la capogruppo sta incorporando una dopo l´altra le società controllate in varie parti d´Italia. Un contributo importante al miglioramento dei conti lo ha dato la plusvalenza ottenuta dalla vendita del capannone di Spini alla altoatesina Oberosler: 8 milioni 474 mila euro, con cui Lineapiù ha garantito la ristrutturazione di 35 milioni di debiti con le banche. Tra esse figura anche Mediocredito Trentino Alto Adige, che possiede il 3,2% del capitale della società pratese. «La partecipazione deriva da una vecchia operazione in pool» precisa però il direttore di Mediocredito Sergio Fedrizzi. «Un mutuo di dieci anni fa ormai vicino alla conclusione. Nelle ultime vicende non abbiamo avuto alcun ruolo». È sfumata invece la soluzione che vedeva proprio la Oberosler come destinazione per 15 ex dipendenti Manifattura: troppo diverse le professionalità tra il tessile e l´edilizia. «Sulla manodopera Oberosler mantiene un impegno, non più formale, in caso di affitto o vendita dell´immobile» dice Benedetti. L´ipotesi è emersa a proposito di una nuova sede per l´A22. Tra i 64 licenziati, alcuni con la mobilità arriveranno alla pensione, ma altri dovranno cercare soluzioni alternative. «Molte di noi sono donne sole e con 700 euro al mese non ce la facciamo» dicevano le lavoratrici che ieri e l´altro ieri hanno seguito da vicino la trattativa. «Dobbiamo arrivare ad un nuovo protocollo sui percorsi di ricollocamento coinvolgendo il Comune e la Provincia» precisa Francesconi. Che conclude: «L´accordo di maggio in cui il Comune ha accettato il cambio di destinazione dell´area ci ha scompagnato le carte. Questa vicenda mostra che in Trentino c´è poca volontà di salvaguardare l´industria».

 

 

TORNA SU