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Whirlpool. Conclusa la protesta delle due dipendenti

La rsu incontrerà domani il capo del personale per dare risposta alle richieste di Monica Postal e Katia Puggioni che stamane si sono incatenate ai cancelli della fabbrica per protestare contro l'azienda

Si è conclusa intorno alle tre del pomeriggio la protesta di due lavoratrici della Whirlpool che fin dalle prime ore del mattino si erano incatenate fuori dallo stabilimento di Spini di Gardolo a Trento per protestare contro l'atteggiamento dell'azienda e in particolare del responsabile delle risorse umane, reo a loro dire di atti discriminatori e al limite dell'intimidazione.
La situazione si è sbloccata poco prima delle tre del pomeriggio quando, dopo una lunga riunione i delegati della rsu aziendale, che già nelle scorse settimane si erano attivamente fatti carico delle richieste delle due donne, hanno strappato ai vertici aziendali l'impegno ad un incontro chiarificatore. Il capo del personale, Daniele Garavoglia incontrerà quindi già domattina il rappresentanti dei lavoratori di Spini e in quell'occasione verranno discusse le modalità per dare concreta risposta alle richieste delle due lavoratrici, Monica Postal e Katia Puggioni.
A questa notizia le due donne hanno aperto i lucchetti con cui si erano incatenate davanti all'ingresso della fabbrica. Se Monica Postal denuncia il mancato riconoscimento del proprio livello professionale, Katia Puggioni chiede la possibilità di continuare ad effettuare le proprie mansioni ma con un orario part time. Per entrambe le specifiche situazioni, la rsu aziedale e in special modo la Fiom del Trentino si erano attivate per trovare una soluzione.
«Da un mese - ricorda il segretario dei metalmeccanici Cgil, Roberto Grasselli - stiamo sollecitando l'azienda perché dia una risposta positiva alle legittime richieste delle due lavoratrici, tanto che Puggioni era già stata spostata sulla linea part time per un periodo e che per Postal era stato fissato un incontro per il riconoscimento del nuovo livello». Grasselli però non fa sconti al responsabile delle risorse umane dello stabilimento di Spini. «Se il capo del personale - continua il sindacalista - ha assunto atteggiamenti intimidatori e discriminatori nei confronti delle due lavoratrici, si tratterebbe di un atto inqualificabile. Crediamo infatti che un'azienda sana e competitiva come Whirlpool, debba puntare sempre ad una gestione con i propri dipendenti improntata alla massima collaborazione, a partire dalle richieste di chi come le due lavoratrici ha oggettivi problemi di conciliazione tra famiglia e lavoro. Tutto questo non migliorerebbe solo il clima in azienda m aumenterebbe anche la produttività».
 
15 aprile 2010

 

 

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