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Banche alla Lega. Vicentini: «Regole, non il controllo»

Il segretario della Fisac Cgil del Trentino boccia la provocazione del Carroccio che vorrebbe mettere le mani sulle banche del Nord. Vicentini: «In Trentino l'attenzione degli istituti di credito verso il territorio è migliore che altrove, ma

«Confidiamo che i propositi della Lega di mettere le mani sulle banche ancorché solo quelle del Nord restino una provocazione. Tutto deve fare la politica tranne che rimettere piede nei cda degli istituti di credito per esercitare il suo potere dentro il mercato finanziario, come succedeva ai tempi della Prima Repubblica. Semmai è urgente che i governi fissino nuove regole e garantiscano maggiori controlli sulle banche per far sì che una crisi finanziaria come quella esplosa nel 2008 non abbia a ripetersi. Il Carroccio si impegni su questo fronte piuttosto che progettare l'ingresso nei caveau delle banche della Padania».

Romano Vicentini, segretario della Fisac Cgil del Trentino, boccia senza appello la proposta della Lega Nord che vorrebbe entrare nei board degli istituti di credito e reclama invece un impegno maggiore del governo ad evitare il ripetersi di nuove crisi finanziarie simili a quelle che stanno provocando la recessione economica più violenta e drammatica dal 1929.

«Servono regole certe - incalza il sindacalista - a partire da quelle sui derivati e sui prodotti finanziari complessi, sui rating e sulla certificazione dei rischi, sui rapporti tra banche private e banche di investimento, sul credito al consumo e tanto altro. Servono norme che tutelino i cittadini e i lavoratori del settore bancario. Serve tutto questo. E la Lega che fa? Cerca di mettere le mani sulle banche. E' assurdo».

Sul legame tra istituzioni finanziarie e territorio, Vicentini ribadisce che in Trentino la situazione è migliore che in altre realtà. «Non parlo solo del credito cooperativo - afferma il segretario della Fisac - perché anche i grandi gruppi bancari nazionali si stanno accorgendo della strategicità del radicamento sul territorio. Ma, come abbiamo ribadito anche in occasione della nomina del nuovo cda di Btb, crediamo sia arrivato il tempo di passare dalle parole ai fatti. Una maggior attenzione al territorio, ai suoi cittadini e alle sue imprese è un fattore fondamentale anche per la crescita dei grandi gruppi finanziari».

15 aprile 2010

 

 

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