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ZF Arco. L'assemblea dei lavoratori approva l'accordo

A cinque mesi dall'inizio della vertenza, scongiurata definitivamente la chiusura. Al via la cassa integrazione straordinaria per dodici mesi, poi gli esuberi. Ma grazie al contratto di solidarietà resteranno in forze almeno 85

ZF Arco. L'assemblea dei lavoratori approva l'accordo


L'assemblea dei dipendenti di ZF Marine di Arco hanno dato il via libera stamane all'accordo per la cassa integrazione straordinaria, siglato nei giorni scorsi dalla rsu aziendale e dalla multinazionale tedesca. Ad Arco quindi è stato scongiurato definitivamente il rischio chiusura. Resta però l'apertura di una procedura di mobilità e i conseguenti esuberi di personale.

«Fino alla conclusione dei dodici mesi di cassa straordinaria, saranno collocati in mobilità in primo luogo i lavoratori che nel periodo coperto dagli ammortizzatori sociali raggiungeranno l'età della pensione» avverte Roberto Grasselli, segretario della Fiom trentina che ha seguito la difficile trattativa fin dal 23 novembre scorso, quando l'azienda aveva annunciato la chiusura definitiva dello stabilimento del Basso Sarca.

Se formalmente l'azienda tedesca che in Italia, a Padova ed Arco, produce invertitori marini, ha indicato in 76 gli esuberi, il computo definitivo sarà fissato solo alla fine del periodo di cassa integrazione. «Il motivo è molto semplice - ricorda Grasselli -. Bisogna verificare l'andamento del mercato, la capacità di industrializzare i risultati della ricerca portata avanti nel Basso Sarca, l'utilizzo di nuovi ammortizzatori sociali».

A questo proposito con ZF si studierà le modalità migliori per attuare una riduzione collettiva dell'orario di lavoro per limitare la perdita di posti di lavoro. «In pratica - afferma il segretario della Fiom - intendiamo strutturare un contratto di solidarietà che garantisca ad almeno 85 lavoratori complessivamente di restare in forze. Ma oggi fissare dei numeri è fuori luogo. Dovremo attendere la conclusione dei dodici mesi di cassa per ragionare intorno alle potenzialità produttive dello stabilimento». Ad Arco, dove sono attualmente occupati circa 130 lavoratori, si sta infatti progettando un motore per imbarcazioni di nuova concezione, grazie ad un finanziamento della Provincia di Trento. Il progetto di ricerca è in fase avanzata e a breve dovrebbero essere pronti i primi prototipi ai quali seguirà un compiuto piano di industrializzazione.

Intanto, grazie all'accordo ratificato oggi dall'assemblea dei lavoratori, a chi tra i dipendenti ZF andrà in mobilità potendo maturare i requisiti alla pensione, sarà garantita l'integrazione al cento per cento degli attuali trattamenti economici fino alla conclusione degli ammortizzatori sociali. A chi, a conclusione della cassa integrazione non si opporrà alla messa in mobilità, andrà un incentivo all'esodo, mentre l'azienda potrà fornire il supporto di servizi professionali nella ricerca attiva di una nuova occupazione. Ma la partita sul numero degli esuberi non è ancora definitivamente chiusa.

16 aprile 2010

 

 

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