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XVII congresso. Gli interventi degli ospiti

Dal presidente della Giunta provinciale, Lorenzo Dellai, lo sprone affinché il Trentino torni a creare valore. Le parole di Pomini (Cisl), Monari (Uil) e De Laurentis (Coord. Imprenditori)  

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Subito dopo la relazione di Paolo Burli, ha preso la parola il presidente della Giunta provinciale Lorenzo Dellai, il quale ha ripreso alcuni spunti proposti dal segretario generale della CGIL del Trentino.
 
  
"Condivido l'impianto di fondo che ha caratterizzato l'intervento di Burli: il suo tentativo di indagare in profondità i motivi del malessere che colpisce la nostra società, il rifiuto di ogni velleità nostalgica e la voglia di guardare avanti, il concetto di comunità autonoma che recupera una dimensione autorevole della nostra autonomia, che non può essere solo amministrativa e finanziaria", ha affermato il presidente Dellai.
  
Parafrasando la celebre frase di Nanni Moretti, Dellai ha riconosciuto a Burli di essere riuscito a dire "qualcosa di progressista: e dire qualcosa di progressista, oggi, significa parlare di equità e solidarietà, rifiutare il corporativismo e le rendite di posizione, chiedere di valorizzare chi lo merita davvero, voler garantita l'efficienza dei servizi pubblici". In sintesi, Dellai chiede che si torni a "creare valore: economico, sociale, relazionale".
  
Il presidente della Giunta provinciale ha indicato tre banchi di prova sui quali tutti gli attori sociali si dovranno confrontare. Il primo è quello della conoscenza, a partire dalla delega alla PAT sull'università: "L'obiettivo deve essere quello di creare un sistema sinergico tra università, centri di ricerca, mondo del lavoro, scuola". Il secondo è il tema del lavoro: "Voglio impegnarmi con voi: entro il primo maggio, se non un disegno di legge sarà pronta almeno una bozza che traduca i principi della delega sugli ammortizzatori sociali, che la PAT ha voluto e ottenuto dal Governo". In ultimo la questione della fiscalità: a questo proposito, Dellai ha affermato che verrà aperto un confronto sull'addizionale regionale all'IRPEF, come proposto dalla CGIL.

Da De Laurentis no al ddl Dorigatti sulla Mitbestimmung
Quest'ultimo ha concentrato buona parte del suo intervento sul settore artigiano. "Credo che la sfida dell'unità del mondo del lavoro, in questo momento di crisi, sia un tema caro non solo ai sindacati, ma che vede in prima fila anche le parti datoriali: penso al ruolo che ha avuto l'EBAT (ente bilaterale dell'artigianato trentino), che è riuscito a immettere nelle manovre anticongiunturali anche importanti risorse proprie". De Laurentis coglie anche l'invito del presidente Dellai riguardo l'impegno sulla riforma delle politiche del lavoro, attive e passive: "Un momento fondamentale per ridisegnare il mondo del lavoro trentino". Ma De Laurentis dice un secco no al disegno di legge di Bruno Dorigatti, che proposta la partecipazione dei lavoratori nei cda delle aziende. "I ruoli devono essere netti e chiari, per evitare conflitti di interesse: Cerchiamo di essere condomini non litigiosi, rispettosi degli spazi privati e di quelli collettivi".

Cisl, Uil e la sfida dell'unità
Secondo Lorenzo Pomini, segretario provinciale della CISL, la sfida vera sarà stare insieme a crisi finita: "in questi anni è stato relativamente semplice costruire convergenze tra sindacati e imprese: questa volontà va però verificata dopo la crisi, quando nella contrattazione ritorneranno al centro le questioni dell'equa redistribuzione della ricchezza". Pomini raccoglie l'invito di a concentrare gli sforzi per l'unità sindacale: "Abbiamo già fatto diversi passi avanti: penso al documento unitario sulla scuola e alle osservazioni comuni sul ddl sul commercio. Auspicabile anche la costituzione di un centro studi comune per le tre confederazioni sindacali". Ma Pomini non va oltre: "Ogni proposta di federazione unitaria non può limitarsi al solo Trentino, ma deve reggersi su un ragionamento nazionale: oggi, però, non ci sono le condizioni".
 
Sulla stessa linea anche Ermanno Monari, segretario provinciale della UIL. "Possiamo ragionare unitariamente anche sui temi dei servizi, delle sedi periferiche, della formazione continua dei lavoratori attraverso la costituzione di un ente unitario. Ma non possiamo ragionare di un unico sindacato prescindendo da una riflessione che deve essere portata avanti a livello nazionale".

 

18 marzo 2010 


 

 

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