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MANOVRA ANTI CRISI. UN PRIMO BILANCIO

Tre documenti della PAT sull'attuazione delle misure anti crisi, sulla congiuntura economica e sulla povertà in Trentino. A rischio almeno mille posti di lavoro

MANOVRA ANTI CRISI. UN PRIMO BILANCIO

Ricordate la Northern Rock? Nell'estate del 2007 i correntisti presero d'assalto gli sportelli della banca britannica a rischio bancarotta per riavere i propri depositi.
Era l'inizio della crisi finanziaria che, nata dallo scoppio della bolla immobiliare in America, si è diffusa in tutto il mondo come un'epidemia per colpa dei titoli tossici - per primi i subprime - in pancia a tutte le banche del mondo, provocando una stretta del credito, un calo delle domanda, una contrazione della produzione, insomma la più grave crisi economica globale dai tempi del '29.

Sono passati quasi tre anni da allora e la crisi non ha smesso di mordere. Anzi per l'occupazione - e quindi i redditi di migliaia di famiglie - in Italia il peggio deve ancora arrivare. Ma se nel Belpaese il Pil è crollato del 5,1% e la disoccupazione veleggia verso l'8%, il Trentino sembra cavarsela meglio: il Pil è sì calato lo scorso anno ma solo di tre punti e mezzo, mentre a fino 2009 la disoccupazione non aveva superato il 3,5%, il dato migliore in tutto il Paese.

Merito della manovra anti crisi - sembra dire la Provincia - che ha messo in fila tre documenti (si possono scaricare qui a fianco) per fare il punto sull'attuazione delle misure concertate all'inizio del 2009 con le parti sociali e corredate da investimenti per oltre 1,2 miliardi di euro fino al 2010. Dal reddito di garanzia agli incentivi alle ristrutturazioni, dal Fondo Olivi al sostegno al reddito di disoccupati e cassintegrati: è tempo di un primo bilancio.

Come va l'economia in Trentino?
Dopo diversi trimestri in rosso, a dicembre 2009 è tornata a crescere la produzione industriale anche all'ombra delle Dolomiti. Le imprese tornano ad investire tanto che il terzo trimestre 2009 segna un più 40% rispetto a dodici mesi prima. In un quadro sicuramente negativo (-20% in un anno), nel quarto trimestre del 2009 anche l'export riprende a tirare (+7,5%).

Sono questi alcuni segnali positivi registrati dalla nota congiunturale seull'economia in Trentino redatta dal Servizio Statistica della PAT (leggi la sintesi del documento). Resta l'incognita sulla solidità della ripresa.

Sono infatti a rischio almeno 1.000 posti di lavoro, quelli per cui sta scadendo la cassa integrazione. È quindi proprio l'occupazione l'osservato speciale di questa fase della crisi.  Fino ad oggi i fondamentali del mercato del lavoro hanno tenuto: la disoccupazione nel 2009 si è attestata sul 3,5%, facendo registrare in proporzione oltre la metà dei disoccupati italiani (7,8%). Un aumento dela disoccupazione potrebbe, scrive il Servizio Statistica, «contenere i consumi e rallentare la fase di ripresa dell'economia».

Manovra anti crisi. Già speso il 75%
Dei 1.250 milioni di euro stanziati per le misure anticongiunturali nel 2009 e 2010, ne sono stati impegnati ben 929, pari al 75% delle risorse complessive. Parola della Giunta provinciale che in un documento ha fato il punto sullo stato di attuazione della manovra varata con la finanziaria 2009.

Ma a chi sono destinati questi soldi? 135 milioni vanno alle fssce deboli e al lavoro, 338 al sostegno alle imprese, 78 al sostegno alla produttività e 699 ad investimenti in funzione anticongiunturale, in particolare per l'edilizia (per esempio gli 80 mln come incentivo alle ristrutturazioni) ma anche le tecnologie informatiche (già posati 435 km di fibra ottica, in appalto ce ne sono altri 315). E per il lavoro quello che non è stato speso nel 2009, sarà a disposizione nel 2010 (leggi la sintesi del documento

Reddito di garanzia contro le povertà
Sono 17mila le famiglie che in Trentino si trovano in condizioni di povertà. Si tratta dell'8,7% del totale delle famiglie in provincia, contro il 10,6% della media nazionale. Lo sosteine uno studio commissionato dalla Provincia ad Antonio Schizzerotto, già preside della Facoltà di Sociologio, oggi responsabile dell'Opes (leggi la sintesi del documento).

A tutte queste famiglie la Provincia ha messo a disposizione il reddito di garanzia, strumento di inclusione sociale del tutto nuovo nel panorama del welfare italiano, ma non su scala europea dove si è affermato da molti anni. nei primi sei mesi di attuazione ne hanno beneficiato quasi 4.600 nuclei familiari che in media hanno ricevuto un assegno mensile di 500 euro.

 

 

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