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Funivie. Burli (Cgil): «Serve una soluzione organica»

Confindustria chiede alla Provincia di assumere la proprietà degli impianti di risalita in perdita. La Cgil scettica

«La proposta di Confindustria ha il fiato corto. Che l'ente pubblico diventi proprietario degli impianti di risalita in perdita per cedere la più lucrosa gestione degli stessi ai privati, non è l'unica soluzione possibile. La Provincia interviene già massicciamente ed è ora che anche gli imprenditori si assumano le proprie responsabilità fino in fondo. Al dossier impianti e turismo invernale serve una soluzione organica che coinvolga, prima dell'ente pubblico, tutti gli operatori economici del settore in provincia».

E' questa la risposta di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, alla proposta degli impiantisti trentini di Confindustria che vorrebbero trasferire alla Provincia la proprietà degli impianti in rosso per assumerne poi la gestione. Per la Cgil del Trentino alla questione impianti va data una soluzione complessiva.

«Non siamo contrari all'intervento pubblico - aggiunge il segretario generale della Cgil -, soprattutto se serve a tutelare l'occupazione, ma per individuare quali siano le modalità più efficaci serve una valutazione caso per caso che parta dall'analisi delle potenzialità dei singoli comprensori turistici. Solo così si può tutelare davvero l'occupazione e garantire al tempo stesso lo sviluppo armonico del settore. Aggiungo che oggi più che mai è indispensabile una responsabilizzazione maggiore degli operatori economici del turismo. Altrimenti ogni progetto di rilancio e consolidamento delle società funiviarie - e con esse dell'indotto - rischiano di restare lettera morta».

8 aprile 2010

 

 

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