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IMPORT EXPORT IN TRENTINO

I dati 2007 della bilancia commerciale con l'estero. Crescono le esportanzioni. Ma la propensione all'internazionalizzazione è bassa

IMPORT EXPORT IN TRENTINOLa bilancia del commercio con l'estero del Trentino è saldamente in attivo e nel 2007 ha superato gli 800 milioni di euro di saldo positivo. È questo il primo dato che emerge dall'analisi delle statistiche Istat elaborate dalla Cgil del Trentino. Ma la propensione ad esportare del sistema produttivo locale è ancora troppo bassa. Come dimostrano i dati forniti dall'Opes nel sistema di indicatori 2008, l'incidenza percentuale delle esportazioni sul valore aggiunto del settore agricolo e industriale in senso stretto raggiunge il 100,1% contro il 123,5% del Nord Est e il 111,8% dell'Italia. Sono scarsi anche gli investimenti esteri in Trentino. Infatti le aziende manifatturiere sopra i 20 dipendenti a partecipazione di capitale straniero sono in lieve calo passando dalle 25 del 2003 alle 23 del 2005 e assestandosi al 7,9% del totale delle imprese della medesima dimensione. «Sono segnali poco incoraggianti – sostiene Ruggero Purin, segreteria commentando i dati – e bene ha fatto Ilaria Vescovi, leader degli industriali trentini, a riaffermare la necessità che gli imprenditori guardino al mercato internazionale con più convinzione. Le imprese trentine devono investire di più su innovazione e internazionalizzazione per reggere la competizione homepage, garantire la crescita economica e consolidare il nostro sistema di coesione sociale. Se gli imprenditori dimostreranno di credere in questa sfida, anche i sindacati sono pronti a fare la loro parte. Perché questa è una scommessa che si vince insieme». Nel dettaglio i dati del commercio con l'estero del Trentino confermano che l'export ha come mercato di riferimento l'Europa (76% del totale) e in particolare i Paesi dell'Unione Europea a 27 (il 67% del totale). Il primo mercato è sempre la Germania (17,5%). Tornando alle macro aree, dopo l'Europa viene l'America settentrionale con il 13% e l'Asia con il 7%. La Cina e l'India non sembrano essere mercati a cui le imprese trentine dedicano grandi sforzi di penetrazione. Nel 2007 le esportazioni verso il continente di Cinindia sono state pari a soli 53 milioni di euro, a fronte di importazioni per 140 milioni. Ed è proprio l'Asia a segnare la differenza più significativa nella distribuzione geografica delle importazioni rispetto a quella delle esportazioni. Se la stragrande maggioranza dell'import in Trentino proviene dall'Europa (81% del totale), in seconda posizione l'Asia scavalca l'America del nord. «C'è un altro dato da segnalare – spiega Purin – ed è l'apertura internazionale delle importazioni rispetto alle esportazioni. Sono solo due i paesi extraeuropei – Cina e Usa – tra i primi 15 mercati dell'export trentino. Mentre sono ben cinque – Cina, Brasile, India, Usa e Giappone – tra quelli da cui importiamo». Partendo da questo assunto e osservando la distribuzione dell'export per tipologia di prodotto (vedi qui sopra), Purin sostiene la necessità di puntare ancora sul settore più effervescente, quello delle macchine e degli apparecchi meccanici che rappresenta il 31% delle esportazioni trentine. «A prima vista – argomenta il segretario della Cgil del Trentino – questo può sembrare un settore maturo. Ma è certo che i Paesi in via di sviluppo, almeno per qualche anno, dovranno necessariamente importare le tecnologie per sostenere la propria industria. C'è poi il fatto che quello della meccanica è un settore molto diffuso nella nostra provincia, come in tutto il Nord Italia. Inoltre quest'ambito ha ancora la possibilità di intrecciarsi all'innovazione nel campo dell'elettronica e dell'informatica, creando buone prospettive di valore aggiunto. Per far sì che questo accada, servono però incentivi affinché le imprese crescano di dimensioni e diventino vere incubatrici di innovazione, supportate dai nostri centri di ricerca e dal sistema finanziario locale». 12 maggio 2008

 

 

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