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I BILANCI DELL'INDUSTRIA

Cresce il fatturato nei bilanci 2006 di 118 società e gruppi industriali presenti in provincia di Trento.

I BILANCI DELL'INDUSTRIACome ogni anno la CGIL pubblica i dati di bilancio di aziende e gruppi industriali tra i più significativi presenti in provincia. I dati dei bilanci 2006 relativi a 59 aziende metalmeccaniche, 19 chimiche, 10 tessili-calzature, 8 del settore alimentare, 8 del settore cartario, 14 gruppi o aziende di settori diversi, sono riportati ed elaborati in modo da ricavarne alcuni indici molto importanti per capire l'andamento delle aziende; rispetto ad alcuni indicatori è riportato anche il valore del 2005 per cui è possibile il confronto tra i due anni. I bilanci forniscono moltissime informazioni, quindi la loro consultazione è sempre utile per chi segue le vicende delle aziende. In un bilancio però si possono far apparire o nascondere cose a seconda dell'interesse contingente dell'azienda; quindi per un’analisi approfondita è opportuno prendere in considerazione più annate. Il campione di aziende preso in esame comprende 118 società e gruppi vari; i gruppi industriali del settore metalmeccanico e le varie non sono considerati nella elaborazione dei dati complessivi in quanto hanno rilevanti presenze fuori dal nostro territorio; va tenuto conto che anche tra le società nei diversi settori ci sono gruppi industriali con stabilimenti in altre regioni. L'andamento nel corso del 2006. Il fatturato 2006 delle aziende del campione è stato di 4,1 miliardi di euro, con una crescita del 14,3% rispetto all’anno precedente; il meccanico è cresciuto del 15,4 %, il chimico del 22,8 %, l'alimentare del 8,3% ; il tessile è cresciuto del 15,6 %, il cartario del 5,4%. Osservando quindi l'ultimo triennio si riscontra un 2004 con una crescita discreta in tutti i settori industriali (+8,2%), nel 2005 abbiamo un consolidamento/contenimento della crescita con un +4,1%, nel 2006 si registra una crescita significativa in tutti i settori (+14,3%, in particolare chimico, meccanico, tessile). Complessivamente nel 2005 cresceva al +4,1% rispetto all’anno precedente, il 2004 aveva segnato un +8,2%, il 2003 aveva segnato un –0,24% rispetto al 2002, mentre negli anni precedenti la crescita era stata del 4,1 nel 2002 rispetto al 2001, 6,1% nel 2001 rispetto al 2000, 11,2 % nel 2000 rispetto al 99, del 6,5% nell’anno 99 rispetto al 98, del 10% la crescita del 98 sul 97. Il bilancio complessivo presenta un utile di 82,7 milioni di euro pari al 2% del fatturato. Sono in attivo tutti i settori. Nel settore meccanico l'utile netto è del 2,4 % del fatturato, nel chimico del 1,8 %, nell’alimentare del 3,5%, nel tessile del 1,5% e nel cartario del 0,8 %. C’è una sostanziale parità rispetto al campione dell’anno precedente (2,3%) con risultati attorno al 2% in tutti i settori. Il margine operativo, differenza tra il valore della produzione e i costi (prima della gestione finanziaria), è stato di 220 milioni di euro corrispondenti al 5,3% del fatturato, era il 5,6% nel 2005; nei campioni degli anni precedenti era 6,1% nel 2004, il 4,5% nel 2003, il 5.4 % nel 2002, il 5,5 % nel 2001, il 4,7% nel 2000, il 6,9% nel 99 e il 7,8% nel 1998. E' stabile rispetto all’anno precedente (- 0,3%) . E’ migliorato nel meccanico (+0,5%) e nell’alimentare, mentre è peggiorato negli altri settori. Oscilla tra il 4,2% del meccanico e il 7% del chimico; in nessun settore è negativo. Il risultato migliore lo ottengono il settore chimico e alimentare (7% e 5,6%), seguiti dal cartario, poi il meccanico e il tessile. Gli oneri finanziari, complessivamente contenuti, sono al 0,9% del fatturato contro lo 0,7% dell’anno precedente, 1,15 % del 2005. I dati oscillano dal 0,1% del meccanico al 2% del cartario. Il costo del lavoro (retribuzioni, oneri sociali, TFR ecc.) è stato di 546 milioni di € , il 13,1% del fatturato, in calo rispetto al 14,1% dell’anno precedente, contro il 14,6% del campione nel 2004 e contro il 14,5% del 2003 e il 15 % del 2002. Nei diversi settori oscilla tra l’6,8% del settore alimentare e il 15,1% del meccanico; l’incidenza è del 14,4% nel tessile, del 11,6% nel chimico, del 14,8% del cartario. La forte crescita del fatturato ha consentito di migliorare il margine operativo e ridurre il costo del lavoro. Il tasso di profitto (ROE), rapporto tra utile netto e capitale investito dall’imprenditore, è stato del 6,7%, lo stesso livello del campione 2005, contro il 7,5% del 2004 e il 5,4% del 2003; era del 8.2 % nel 2002 e 8,9 % del 2001, quindi si mantiene su livelli di tutto rispetto. Oscilla tra il 9,9% del meccanico e il 2% del cartario; è del 8,3% nel chimico il 7,5 % nell’alimentare; il 4,6% nel tessile . Il dato complessivo per le aziende vede una crescita del fatturato molto consistente. Gli indici di produttività e redditività invece crescono leggermente o restano sui valori del 2005. Il tasso di profitto (ROE) rimane stabile sui dati degli anni scorsi e ad un buon livello. Va anche detto che sui dati incidono situazioni particolari di alcune aziende particolarmente brillanti e altre particolarmente negative. Alcune delle aziende che dai bilanci sono in forte difficoltà hanno già avviato processi di chiusura ristrutturazione o di ridimensionamento. Il dato medio non rende però fedelmente un quadro dove convivono situazioni con forti problemi insieme a realtà di eccellenza, vediamo quindi di articolare l'analisi. Delle 118 società esaminate 92 hanno fatto utili e 26 hanno chiuso il bilancio in perdita; le aziende in perdita sono 13 nel settore meccanico, 3 nel tessile, 4 nel chimico, 2 nell’alimentare, 2 nel cartario; 15 aziende hanno un margine operativo negativo quindi sono in perdita ancora prima degli oneri finanziari e delle tasse (11 meccaniche, 2 tessili, 2 tra i gruppi); 7 aziende pagano oneri finanziari superiori al 4% del fatturato. Le aziende con margine operativo negativo sono quelle che presentano le maggiori difficoltà. (a cura di Franco Ischia, responsabile dipartimento industria e lavoro Cgil del Trentino) 18 ottobre 2007

 

 

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