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OCCUPATI NELL'INDUSTRIA TRENTINA

Pubblicati i dati 2005 della CCIAA di Trento sui dipendenti del settore industriale e quelli dell'Agenzia del lavoro sulla mobilità.

OCCUPATI NELL'INDUSTRIA TRENTINASono stati pubblicati in questi giorni dalla Camera di commercio di Trento i dati sull'occupazione nelle aziende industriali trentine. I dati si riferiscono all'anno 2005 ma sono comunque utili all'analisi alle dinamiche occupazionali all'interno del comparto industriale. “I dati della Camera di commercio – spiegano Paolo Burli della segreteria Cgil e Franco Ischia del dipartimento industria – confermano la situazione di complessiva stabilità nelle aziende industriali medie e grandi.” Più problematico è invece il quadro che emerge dai dati dell'Agenzia del lavoro sulle liste di mobilità. “Il 60% degli iscritti alle liste di mobilità – argomentano Burli e Ischia - proviene dalle piccole imprese sotto i 15 dipendenti, a riprova che oggi, a differenza del recente passato, queste aziende perdono occupati più che le grandi imprese.” Riguardo alle politiche industriali per la Cgil vanno potenziati tutti gli strumenti per sostenere la crescita delle imprese sia dal punto di vista dell'innovazione che da quello dell'occupazione. “È proprio il dato sulla mobilità – spiegano i due dirigenti Cgil – a richiamarci a questo impegno. Ci aspettiamo risultati significativi dal Distretto tecnologico, promosso la scorsa primavera dalla Provincia e dall'Agenzia dello Sviluppo. Riunire in un unico consorzio le aziende che si occupano di energia ed ambiente è una scommessa decisiva per supportare le imprese del settore e porre il Trentino tra i territori d'eccellenza in questo campo.” Ma, anche sulla scia dell'accordo per la filiera Dana, Burli e Ischia richiamano l'attenzione della Provincia sul settore delle macchine utensili. “In Trentino operano molte aziende industriali che producono macchine utensili. Supportare questo settore con progetti di ricerca e finanziamenti all'innovazione in un'ottica di distretto sarebbe sicuramente decisivo per il loro sviluppo. Anche perché questo è un comparto che risente meno di altri degli effetti nefasti sull'occupazione dei processi di globalizzazione, sapendone invece sfruttare le opportunità di internazionalizzazione.” Qui di seguito un primo commento sui dati della Camera di Commercio e della Agenzia del lavoro. Note su confronto 2004/2005: industria con più di 10 dipendenti. I dati 2005 della camera di commercio confermano una di situazione complessiva di stabilità della occupazione nelle aziende industriali con più di 10 dipendenti. Il manifatturiero perde 259 occupati (-0,8%); edilizia e impianti recuperano 271 occupati (+0,83%).Nel manifatturiero perdono alimentari,tessile, vestiario, chimico ; stabile legno; cresce di poco il meccanico;cresce un po' di più il cartario cartotecnico estrattivo e industrie elettriche rimangono stabili; cresce vendita e riparazione autoveicoli +40 unità. I territori che hanno perso occupati sono la Valle dell'Adige: -468 nel manifatturiero (Stl, Michelin,Manifattura;Vestimenta ecc.) +160 nelle costruzioni. Migliora la occupazione in val di Non e in Primiero; migliora di poco in Giudicarie, Basso Sarca, Vallagarina. Iscritti in lista di mobilità: media nei 12 mesi 2000-2006 Cresce il numero medio degli iscritti in lista di mobilità rispetto agli anni precedenti; Dopo una crescita nei primi tre mesi del 2006 il numero medio si è assestato sui 2400. Sono cresciuti di molto i sospesi per lavoro a termine grazie anche alla attività di Agenzia del lavoro e centri locali per l'impiego. I licenziati dalle imprese con meno di 15 dipendenti (legge 236/93) sono oltre il 60% della lista; quindi sono le piccole aziende e non le grandi quelle che licenziano di più.

 

 

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