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I bilanci 2003 di 99 società e gruppi industriali della provincia di Trento

Come ogni anno la CGIL pubblica i dati di bilancio di aziende e gruppi industriali tra i più significativi della provincia. I dati dei bilanci 2003 relativi a 62 aziende metalmeccaniche, 18 chimiche, 7 tessili, 7 del settore alimentare, 5 del settore cartario, sono riportati ed elaborati in modo da ricavarne alcuni indici molto importanti per capire l'andamento delle aziende; rispetto ad alcuni indicatori è riportato anche il valore del 2002 per cui è possibile il confronto tra i due anni. I bilanci forniscono moltissime informazioni, quindi la loro consultazione è sempre utile per chi segue le vicende delle aziende. In un bilancio però si possono far apparire o nascondere cose a seconda dell'interesse contingente dell'azienda per cui per un’ analisi approfondita è opportuno prendere in considerazione più annate. Il campione di aziende preso in esame comprende 93 società e 6 gruppi; i gruppi industriali del settore metalmeccanico non sono considerati nella elaborazione dei dati complessivi; va tenuto conto che anche nei settori cartario e chimico ci sono gruppi industriali con stabilimenti in altre regioni. Come è andato il 2003 Il fatturato 2003 delle aziende del campione è stato di 2,955 miliardi di €, praticamente uguale a quello dell’anno precedente (-0,24%); il meccanico è cresciuto del 2%, il chimico ha registrato un calo del 2,2%, l'alimentare una crescita del 3,2%; il tessile ha perso il 3,7%, il cartario ha perso il 3,1%. Quindi, complessivamente, dopo alcuni anni la crescita anche significativa del fatturato registra nel 2003 una battuta di arresto. Era stata infatti del 4,1 nel 2002 rispetto al 2001, del 6,1% nel 2001 rispetto al 2000, dell’11,2% nel 2000 rispetto al ‘99, del 6,5% nell’anno ‘99 rispetto al ‘98, del 10% il fatturato ‘98 sul ‘97. Il bilancio complessivo presenta un utile di 44,8 milioni di €, pari al 1,52%: sono in attivo tutti i settori esclusi tessile e cartario (che risente del risultato negativo di una azienda). Nel settore meccanico l'utile netto è del 2% del fatturato, nel chimico del 3%, nell’alimentare del 3%, nel tessile la perdita è del 1,1% del fatturato e nel cartario dello 0,5%. Il margine operativo, differenza tra il valore della produzione e i costi di struttura, è stato di 131 milioni di € corrispondenti al 4,4% del fatturato: era il 5,4% nel 2002, il 5,5% nel 2001, il 4,7% nel 2000, il 6,9% nel ‘99 e il 7,8% nel 1998. E' peggiorato rispetto all’anno precedente confermando la tendenza alla diminuzione interrotta solo nel 2001. E’ migliorato nel chimico e nel tessile, è peggiorato leggermente in tutti gli altri settori; in nessun settore è negativo. Il risultato migliore lo mantiene il settore chimico con il 6% del fatturato, poi il meccanico al 5,61%, il cartario al 2,86%, l’alimentare all’1,95%. Gli oneri finanziari, complessivamente contenuti, sono all’ 1,65% del fatturato contro l’1,4% dell’anno precedente; i dati oscillano dallo 0,40% dell’alimentare e del tessile al 3,84% del cartario. Incidono in positivo il livello basso dei tassi di interesse e una tendenza alla crescita della capitalizzazione delle aziende (almeno quelle medio grandi). Il costo del lavoro (retribuzioni, oneri sociali,TFR ecc.) è stato di 473 milioni di € , il 16% del fatturato contro il 15% dei due anni precedenti. Il tasso di profitto (ROE), rapporto tra utile netto e capitale investito dall’imprenditore, è stato del 5,4%, contro l’8,2% del 2002 e l’8,9% del 2001: quindi tiene su livelli di tutto rispetto. I risultati peggiori sono nel tessile (-28,9%), mentre nel meccanico è +6,1%, nel chimico +11,9%, nel cartario -1,3%, nell’alimentare +4,5%. Il dato complessivo per le aziende vede la fine di una fase di crescita del fatturato, mentre produttività e redditività rimangono ancora su buoni livelli. Va anche detto che sui dati incidono situazioni particolari di alcune aziende particolarmente brillanti e altre particolarmente negative. Alcune delle aziende che dai bilanci risultano in forte difficoltà hanno già avviato processi di chiusura, ristrutturazione o di ridimensionamento. Il dato medio non rende però fedelmente un quadro dove convivono situazioni con forti problemi e realtà di eccellenza. Vediamo quindi di articolare l'analisi. Delle 99 società esaminate 69 hanno fatto utili e 30 hanno chiuso il bilancio in perdita; le aziende in perdita sono 19 nel settore meccanico, 3 nel tessile, 1 nel cartario, 5 nel chimico; 11 aziende hanno un margine operativo negativo, quindi sono in perdita ancora prima degli oneri finanziari e delle tasse (7 meccaniche, 3 tessili, una chimica); 6 aziende pagano oneri finanziari superiori al 4% del fatturato. Le aziende con margine operativo negativo sono quelle con maggiori difficoltà. Anche dai dati del nostro campione emergono delle situazioni di difficoltà già conosciute, che per quanto riguarda i riflessi sull’ occupazione, colpiscono principalmente la manodopera femminile: il tessile abbigliamento, parti del settore meccanico (lavorazioni semplici con forte componente di manodopera femminile) con conseguenze negative nelle Giudicarie, in Valsugana e in Vallagarina. dicembre 2004

 

 

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